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  • La riforma limita lo strapotere non il potere … di Sergio Pizzolante

    Sergio Pizzolante

     

    Un imputato, ha un avvocato, magari il più bravo sulla piazza, ma di là ha chi lo accusa che è collega, magari della stessa corrente politica, di chi deve giudicare, come si sente?

    Male! Molto male.
    Un imputato, che magari, nell’era dei social, esprime opinioni, magari per la separazione delle carriere dei magistrati, poi il giorno dopo o un giorno qualsiasi, si trova in un tribunale ad essere accusato da un magistrato che non solo è collega del giudice che deve giudicarlo, ma, addirittura, ha alzato lo stesso cartello contro la separazione delle carriere.
    Fianco a fianco magari.
    Come ci si sente? Male, molto male.
    Capite che questa cosa è una cosa enorme?
    Pazzesca!
    Giuliano Vassalli, giurista esimio, partigiano, politico, padre della patria, fa la riforma della giustizia e decide, con partiti e Parlamento, per il rito accusatorio.
    Prevede l’accusa e la difesa pari.
    E sopra il giudice.
    Passo indietro…..
    La riforma contiene una mediazione politica sulla responsabilità civile dei giudici.
    C’era stato un referendum che aveva stabilito la fine della non responsabilità civile del giudice che sbaglia.
    Responsabilità che andava normata.
    Non lo si fece nello spirito del referendum.
    Era la cosa che più faceva paura ai magistrati.
    Ma il rito accusatorio passo’.
    La conseguenza logica, successiva, era, come ha detto più volte Falcone e come dice adesso anche Di Pietro, la separazione delle carriere.
    Perché se accusa e difesa devono essere pari, uno non può essere pari a chi giudica! O no?
    Ma non va bene. Non va bene.
    Dicono che è offensivo. Lesivo dell’immagine.
    Io sono per la totale autonomia del magistrato e del giudice.
    Ma anche del magistrato dal giudice e del giudice dal magistrato.
    Questo era, e’, lo spirito della Costituzione.
    I Costituenti ci avevano pensato su parecchio.
    Poi decisero per l’autonomia, perché, dopo il fascismo, nessuno poteva e doveva usare la forza della giustizia verso l’altro.
    E’ andata così?
    E’ andata, negli ultimi trent’anni, da Tangentopoli, in maniera diversa. Molto.
    Dicono che si vuole limitare il potere dell’accusa.
    Si è vero. E’ vero. Bisogna essere onesti. E’ vero.
    Perché è diventato strapotere.
    Va detto con onestà intellettuale.
    Perché, come disse Borrelli, senza la separazione delle carriere, se si equipara l’accusa al giudizio, prima del giudizio, sui giornali, l’accusa diventa sentenza! Anticipata!
    La sentenza anticipata.
    Questa cosa può essere sanata solo con la separazione delle carriere.
    Perché l’accusa, che deve rimanere autonoma, deve apparire, come è giusto, solo accusa.
    Non sentenza anticipata.
    E questo può portare anche alla separazione delle carriere fra giustizia e stampa.
    Perché la stampa ha responsabilità enormi sulle sentenze anticipate. Enormi.
    Questo è.
    Vediamo.
    Sergio Pizzolante