La strage silenziosa di viale Romagna a Lido di Savio

Abbattuti i pini tra assenza di ordinanze e totale disprezzo per cittadini, legge e patrimonio urbano

Come coloro che agiscono nell’ombra coperti di bugie, si consuma la strage di pini che il Comune di Ravenna e l’assessorato ai Lavori pubblici hanno posto nel punto d’onore della violenta sfida quotidiana contro i cittadini per la bruttezza urbana. 

Esposta solo 24 ore prima un’ordinanza apparentemente innocua, che parla di “manomissioni del manto stradale” e non certo di abbattimenti, quatte quatte e ben scortate di forze dell’ordine, le motoseghe di Deltambiente sono arrivate in viale Romagna. Violato l’obbligo delle 48 ore di preavviso che secondo la legge (Codice della Strada) sono previste per i lavori sulle pubbliche vie. Violata anche la stessa ordinanza comunale fasulla, che non parla affatto di abbattimenti. Ma ormai, in questa vicenda, pur di arrivare allo scopo di perseguitare ed abbattere alberi sani e sfigurare per sempre il viale principale di Lido di Savio, abbiamo visto di tutto: ordinanze cambiate nottetempo, agronomi che sottoscrivono perizie con fattori non rispondenti allo stato dei luoghi, Comune che si riempie la bocca di “ascolto” e “partecipazione” e poi rifiuta di incontrare i cittadini, progettisti che non distinguono un pino domestico da un marittimo, assessori che non rispondono alle interrogazioni o che dichiarano, giusto pochi giorni fa, che i fondi PNRR per il famigerato Parco Marittimo a Lido di Savio sono sfumati. Non è servito l’impegno di anni di tanti cittadini, agronomi, dottori forestali noti in tutta Europa, arboricoltori giunti persino dalla Svizzera, dell’ideatore delle prove di trazione, non è servita la solidarietà di tutti i gruppi d’Italia a favore della tutela degli alberi. Un’onta per la città di Ravenna, che sfregia il suo patrimonio arboreo urbano senza vergogna, nascondendo le mani, la faccia e le carte, infischiandosene di cittadini, salute pubblica, biodiversità, soldi pubblici, decoro, turismo. Nove pini del viale Romagna sono stati oggi abbattuti, mettendo in luce lo squallore dell’edilizia intensiva degli anni 60/70 che ha devastato le nostre coste e che i pini ingentilivano con armonia e discrezione. Il gruppo di cittadini, accorsi sul luogo appena possibile, ha cercato in tutti i modi di fare valere le ragioni della legge, ovvero il mancato preavviso nelle 48 ore e l’ordinanza specifica di abbattimento totalmente assente, ma nessuna forza dell’ordine presente o contattata invano telefonicamente, li ha ascoltati. Il loro impegno per quanto successo e per i 30 pini rimasti dei 71 presenti prima del famigerato progetto del “Parco” dove si abbattono gli alberi non si fermerà certamente qui.

Comunicato stampa