La Tribuna. Caffè del Drago: Dopo i fatti si scatenano le opinioni

Dalla cronaca al dibattito. Dai fatti alle opinioni. Dopo la notizia della denuncia dei quattro sammarinesi sorpresi dalla Polizia civile in possesso di sostanze stupefacenti a poche ore dall’alba di domenica sono piovute le critiche dei legali di una delle per- sone coinvolte (il proprietario del locale in cui si è svolta l’operazione, anche lui fra i denunciati) e di suo padre. Che accusano Tribuna, in sintesi, di aver collegato la persona arrestata a ‘papà’, che ricopre il ruolo di generale del comando superiore delle milizie del Titano.

Ieri il direttore della testata on line Giornale.sm ha espresso il suo punto di vista: “A mio parere il reato di diffamazione – nell’articolo a firma Jeffrey Zani – non c’è. Il giornalista” non ha “commesso nessun errore in quanto si è attenuto alla realtà dei fatti. Il signor Mauro Martelli è pur sempre il figlio di Rosolino Martelli, e lo stesso è persona pubblica, o no? L’averlo messo non è una menzogna ne una diffamazione. Ne, a mio parere, si ravvisa la volontà di denigrare il comandante delle milizie. Non credo nemmeno sia una cosa subdola, in quanto è la verità”.

Pronta la risposta del legale del militare. Che precisa di non voler “minimizzare la gravità del fatto”, né “la pubblicità che è stata data”. Per poi ribadire: “Ho ritenuto opportuno rilevare che nella informazione giornalistica esistono dei limiti che vanno rispettati senza coinvolgere persone estranee ai fatti”. In merito alle quali, secondo l’opinione dell’avvocato, sarebbe stato evidenziato “che con la loro posizione posono avere influenzato l’atteggiamento di alcuni corpi di Polizia”.

Non trovo condivisibili le opinioni dell’avvocato, ma le rispetto. Trovo invece che di rispetto ce ne sia poco sia nei confronti del mio lavoro, sia nei confronti della testata di cui sono redattore, ‘bombardata’ da tre giorni da critiche interessate e di parte con le quali si corre il rischio di spostare l’attenzione da un fatto di cronaca a punti di vista che, quel fatto, non lo citano nemmeno.

Il legale esprime la sua opinione, il suo “modo di vedere”, ma l’articolo contestato non contiene alcun punto di vista. Bensì dei fatti.