L'ALTRA FACCIA DELLA SMAC

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  • Verucchio, 24 marzo 2009 – Quella ‘carta’ segna un vero e proprio confine, quello tra lo sconto tanto applaudito e il rischio chiusura per un’azienda. Chiedete a Fernando Corelli, titolare di un distributore di benzina, per averne conferma: l’attività avviata dal 70enne commerciante nel lontano 1963, in tre mesi è crollata a picco e rischia di chiudere i battenti (com’è successo al distributore Ip in terra sammarinese, a 150 mt di distanza, già una quindicina d¹anni fa).

     Corelli è a capo dell’impresa di famiglia, una pompa di benzina gestita con la figlia Michela a Pieve Corena, l’enclave verucchiese in pieno territorio sammarinese: c’è solo una strada, pardon un incrocio (tra via Fontescara e San Giovanni in Corte) a dividere il distributore dal territorio del Titano. Pochi ma decisivi metri: da quando infatti l’Antica Repubblica ha introdotto la ‘San Marino card’ (32mila tessere, di cui 28mila attive), i tradizionali utenti (frontalieri, residenti, sammarinesi di Chiesanuova, leontini di Castello e Montenaggio) disertano la pompa di Corelli. Risultato: erogazioni di carburante più che dimezzate.

     “Già dopo i primi 8 giorni dall¹introduzione della card ­ spiega sconsolato il gestore ­ abbiamo sentito il contraccolpo. Oggi i numeri sono impietosi: da 1.500 litri erogati al giorno, siamo scesi a 6/800 litri”. Il motivo della disaffezione? Corelli non ha mutato atteggiamento, ma la ‘San Marino card’ elimina 10 centesimi in meno al litro, uno sconto che il commerciante di Pieve Corena non riesce ad arginare con le sua sole forze.

     “Ho convinto la mia ditta a intervenire ­ aggiunge ­ e siamo arrivati a scontare 4,5 centesimi al litro, ma non basta. La card sammarinese tira, e la mia stazione di servizio è stata dimenticata”. Corelli ha provato a protestare con le associazioni di categoria, ma invano. La questione riguarda in primis la Repubblica, che ha erogato la ‘San Marino card’ indistintamente a residenti e italiani. E così gli automobilisti che fino a qualche mese fa abitualmente si fermano per il pit stop nel distributore della famiglia Corelli, oggi tirano dritto.

     “Non ho più margine per scontare il carburante ­ fa i conti un disperato Corelli ­ e nello stesso tempo perdo clienti ogni giorno: mi resta solo la chiusura”. Ma abbassare la saracinesca del distributore dopo oltre 45 anni, sarebbe davvero una doppia sconfitta.