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E’ ormai passata la prima settimana di campagna elettorale e sinceramente l’unica cosa che pare avere sollevato è lo sbadiglio. La campagna è solo un lontano ricordo rispetto a quelle del passato, quando a farla da padrone era il dibattito ideologico e gli scontri erano veramente aspri a sostegno di ragioni che, a seconda della visione delle cose, andavano per i protagonisti difese.
I comizi erano sempre molto partecipati e sulle piazze si confrontavano i diversi progetti e le diverse concezioni del mondo. Ci si dichiarava apertamente di destra, di sinistra o di centro; si parlava di riformismo e di conservatorismo e a seconda di come la si pensasse ci si orientava e tutti capivano bene ciò che stava succedendo.
Oggi non è più così: le forze politiche in campo si sono sostanzialmente omologate e alla fine si somigliano un po’ tutte. Che differenza c’è tra Libera e Noi per San Marino? Boh?! In entrambi gli schieramenti ci sono uomini di sinistra, di destra, di centro, tutti centrifugati, senza più distinzioni, appiattiti sulle stesse posizioni, ad esempio sulla ineluttabiltà del misterioso Accordo di Associazione all’U.E.; sulle soluzioni adottate rispetto al sistema bancario; sulla nascita del Tavolo Istituzionale e sulla sua modesta fine. Ma anche i programmi elettorali si somigliano molto, tutto è diventato incolore. L’unica differenza vera è che chi era al Governo prima, ora pare destinato all’opposizione e viceversa, salvo naturalmente sorprese sempre possibili in una competizione elettorale.
Forse dirò una bestemmia, ma a me pare che neppure tra la DC e RETE ci siano grandi differenze; più o meno su diversi temi dicono da tempo le stesse cose, infatti, i bene informati riferiscono che entrambi alla fine della fiera faranno parte del prossimo Governo.
Tutto questo è abbastanza spiegabile con il fatto che una volta le azioni politiche privilegiavano progetti complessivi, all’interno dei quali c’era spazio anche per gli uomini, accidenti se c’era e lo abbiamo toccato con mano! Oggi però i progetti vengono promossi sulla base delle esigenze di rapide carriere personali e di successo anche economico dei vari nuovi protagonisti, i quali, abbandonati principi, valori, e ideali, si muovono con orizzonti meno vasti e in generale anche meno nobili, anche se, e vale la pena ripeterlo, ieri come oggi non tutti i politici sono stati e sono uguali, anche se in questi ultimi anni si è cercato surrettiziamente di farlo credere.
Non essendoci più alle spalle dei candidati i partiti di un tempo, i quali bene o male preparavano il personale politico, anche la propaganda elettorale dei singoli candidati appare per il momento spenta e un po’ di plastica. Non c’è trasporto, tutti con il fogliettino in mano, dicono tutti le stesse cose, non ci sono slanci, non c’è passione. Per non parlare di taluni dei più in vista che tentano di apparire ciò che tutti sanno non essere: atteggiamenti alla Obama, tra l’altro ostentati con scarsa attitudine attoriale, senza pensare che San Marino è piccola, ci incontriamo quasi tutti i giorni ed è molto, molto controproducente spacciarsi per un altro che non esiste, che non è mai esistito e che mai esisterà.
Così, nel corso delle varie serate nei Castelli, ad assistere ai confronti paludati in un rigido regolamento non definito dalla Legge Elettorale ma concepito non si sa bene da chi, in cui non sono previste domande dal pubblico, sono vietate le interruzioni e le polemiche, i sette rappresentanti dei partiti e movimenti si alternano come automi di fronte ad alla scarsa partecipazione di pubblico, ad eccezione delle claque dei vari schieramenti che girano di Castello in Castello come le baionette di Mussolini di antica memoria, la qual cosa fa anche un po’ ridere che non guasta.
Spesso si lamenta il fatto che la gente si allontana sempre più dalla politica, ma se riflettiamo bene comprendiamo anche perché. Come può appassionarsi una persona di media intelligenza di fronte al panorama politico che appare sempre di più una marmellata incolore ed insapore? Bisogna essere bacati, come lo è evidentemente chi scrive. Pensate che alla mia età, a volte, per quel che succede nel nostro Paese, mi incazzo ancora!