La domanda, come avrebbe detto il famoso giornalista, sorge spontanea seguendo gli accadimenti che si succedono nel nostro Paese. E la vicenda del momento, ovvero la mancata vendita di Banca San Marino, poi divenuta anche “Piano parallelo”, o se preferite il fatto “bulgaro”, ne è una plastica rappresentazione.

Andiamo per ordine: Parte l’operazione vendita di Banca San Marino, una delle banche più vecchie, nate per sorreggere le esigenze dei cittadini che, a loro volta, contribuiscono alla crescita economica del Paese, vicina alla gente anche attraverso l’azionariato diffuso. I vertici della Banca però sembrano essere sono che si debba cedere la maggioranza delle azioni ad un gruppo “bulgaro”: A loro dire, sembra sia un fatto di sopravvivenza della stessa Banca.
Partono allora una serie di interventi, anche a livello statutario, con l’intento di raggiungere l’obiettivo finale. Una minoranza dei soci cerca di opporsi tenacemente, ma alla fine deve soccombere. Sembrava che tutto procedesse senza intoppi, anzi; ma poi la vendita della maggioranza delle azioni di Banca San Marino al Gruppo bulgaro Stracom Holding, si è arrestata nell’ottobre 2025 per l’intervento degli organi di controllo e Banca Centrale di San Marino che avrebbe riscontrato l’inidoneità dei requisiti di reputazione dell’acquirente. Il Tribunale ha aperto allora una inchiesta per corruzione, riciclaggio e amministrazione infedele. A seguito di tale inchiesta ha disposto misure cautelari e sequestri.
Nella notte tra l’1 e il 2 febbraio è stato messo in atto un furto assai audace e misterioso, presso la sede centrale della Banca di San Marino. Secondo quanto riportato dai mezzi di informazione, i malviventi avrebbero agito indisturbati, con una azione definita “mirata” e “chirurgica” e sarebbero state aperte una quindicina di cassette di sicurezza, sulle quali si sarebbe concentrata l’azione dei malviventi. Null’altro è dato di sapere.
A seguire si sono succeduti molti altri fatti gravi che complicano ulteriormente l’intera vicenda: Il 5 febbraio si svolge a Bruxelles una Conferenza Stampa alla presenza del Rappresentante della Bulgaria presso l’U.E. e di parlamentari bulgari, incentrata sulla Repubblica di San Marino e sull’Accordo di Associazione all’U.E.; uno o due giorni dopo, in modo piuttosto irrituale, il Dirigente del Tribunale, dott. Giovanni Canzio dirama un comunicato stampa con il quale si informa che nell’ambito delle indagini sulla mancata vendita della maggioranza delle azioni di Banca San Marino, è emerso un così detto “Piano Parallelo”, tendente a condizionare, anche con il supporto di politici, associazioni private e uomini d’affari, le Autorità sammarinesi nelle loro decisioni, configurando reati gravissimi contro lo Stato. A tale proposito i Giudici inquirenti sono stati indotti a misure cautelari e personali.
Il 27 febbraio 2026 il Giudice di Appello, David Brunelli, dispone l’immediata scarcerazione di Del Vecchio e Manduchi, ridimensionando di fatto il così detto “Piano parallelo” e ha annullato anche l’ordine di arresto nei confronti del magnate bulgaro Assen Christov. Fino ad oggi, salvo nuovi colpi di scena, questi sono gli sconcertanti fatti giudiziari di cui si è venuti a conoscenza. Rimaniamo in attesa di sapere chi siano i politici, le associazioni e gli uomini d’affari che avrebbero appoggiato il “Piano parallelo” se, a questo punto occorre chiederselo, piano parallelo esiste.
Ma la politica sammarinese, nel frattempo, che cosa sta facendo? Balbetta, tergiversa, cincischia e dimostra apertamente di contare ormai davvero poco rispetto al governare il Paese. Si perde in diatribe dall’orizzonte modesto, che difficilmente vanno oltre il proprio scranno e il mantenimento o meno delle posizioni acquisite. La maggioranza sembra divisa su tutto e l’unico collante sembra essere l’esercizio del potere, anche se a sovranità limitata nei confronti del” partitone”. L’opposizione sembra divisa su tutto, ma trova qualche vuoto, dei molti lasciati dalla maggioranza, attraverso il quale poter affermare quello che dovrebbe essere il proprio, costante, inequivocabiler ruolo.
In questo momento, rispetto ai fatti sopra descritti, c’è in atto uno scontro in punta di fioretto sull’opportunità di fare o non fare una commissione consiliare d’inchiesta sui fatti legati alla Banca di San Marino, il Piano parallelo, il gruppo bulgaro. E siamo qui a discutere, a disquisire se è nato prima l’uovo o la gallina. Intanto il tempo passa e nulla accade rispetto agli avvenimenti davvero preoccupanti per il nostro Paese. Si dice che la Commissione d’Inchiesta sarebbe d’intralcio alle indagini del Tribunale, come se fosse la prima volta che ognuno per quel che gli compete, Tribunale e politica, operassero nella loro autonomia: uno per accertare eventuali responsabilità penali e l’altra per accertare eventuali responsabilità politiche. E’ incredibile! Si prende tempo e si cerca di mettere la mondezza sotto il tappeto.
Invece sarebbe davvero ora per la politica di fare chiarezza, di andare fino in fondo, di prendere il toro per le corna e senza paura degli scheletri nell’armadio, tirare fuori la verità delle cose: fatti, nomi, responsabilità e agire di conseguenza, recuperando ruolo e fiducia dei cittadini. Questo sarebbe il dovere di una politica seria, che volesse davvero affrancarsi da coinvolgimenti diretti e indiretti e volesse davvero liberarsi dai soliti ignoti, che sono poi sempre gli stessi soliti ignoti.
Invece, ciclicamente ci risiamo, ci ricadiamo. Non si è ancora spenta la eco dei fattacci della questione “Confuorti” che già dobbiamo misurarci con un’altra vicenda dannosa per l’immagine e l’economia del nostro Paese, i cui effetti negativi ricadranno sempre sui cittadini sammarinesi.
Se non ci sarà un risveglio della politica con la “P” maiuscola, fatta di maggiore onestà, di maggior coraggio, di maggior senso dello Stato e di appartenenza a questa Terra e meno interesse personale, meno ingordigia, meno attaccamento alla poltrona; un po’ più di futuro e un po’ meno di presente, non cambierà nulla in questo nostro Paese. Cambieranno forse i protagonisti, faranno parte di gruppi e associazioni forse diverse, ma la politica, che dovrebbe essere la mediazione fra Istituzioni e bisogni del popolo, sarà sempre più debole e perderà terreno nei confronti delle lobby affaristiche che continueranno a favorire il connubio politica/affari.
Forse è il caso che i cittadini riflettano un poco e si diano una mossa!











