L’ASTROLABIO- “Festino sì o festino no?” … di Augusto Casali

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  • E’ l’argomento del giorno. Parlo del così detto festino del 1° aprile che si sarebbe consumato presso un locale in via G. Giacomini, con tanto di intervento della Gendarmeria. Pare fossero presenti esponenti della maggioranza e, si dice, alcuni vertici della struttura sanitaria.

    Ora, se dessi retta all’impulso mi sentirei quasi portato a solidarizzare con i partecipanti al “festino”, perché sinceramente credo che un po’ tutti si siano davvero rotti le scatole di norme restrittive della libertà personale garantita dalla Carta dei Diritti a volte prive di ogni logica, come la chiusura dei bar e ristoranti alle ore 15,30, anziché le 18,00 o il coprifuoco alle 20,00 anziché alle 22,00. Come se i contagi dipendessero da quelle due ore, mentre è un anno che continuiamo con questo stillicidio e purtroppo non si riscontra nessun passo in avanti e solo la vaccinazione può metterci al riparo dal maledetto virus che ci ha sconvolto la vita. 

    Quindi mi dà ben più fastidio il fatto che con i vaccini siamo in ritardo di almeno due mesi, che è colpa ben più grave, essendosi, il Patrio Governo, affidato al Memorandum firmato con il Ministro Italiano della Sanità, Speranza, e solo dopo aver constatato che dall’Italia non giungeva nessun vaccino, finalmente si è dato una mossa rivolgendosi alla Russia che è venuta in soccorso di San Marino con il vaccino Sputnik V. 

    C’è un però che mi porta verso altre considerazioni, ovvero la presenza di Consiglieri, di esponenti istituzionali, di coloro i quali, nella loro veste di legislatori, hanno presentato ed approvato in Consiglio Grande e Generale i numerosi Decreti con i quali in tutti questi mesi si è imposto ai sammarinesi di rimanere chiusi in casa.

    Ma che cosa gli è venuto in mente? Possibile che nessuno di loro abbia pensato che essendo personaggi pubblici fosse quantomeno sconveniente infrangere le regole che loro stessi hanno solennemente approvato nell’Aula Consiliare? La qualcosa mi fa seriamente dubitare dell’intelligenza di lor signori, che hanno attualmente in mano i destini del nostro Paese.

    Sull’episodio si sono ovviamente scatenate le opposizioni, mentre Governo e maggioranza, tranne qualche timido distinguo hanno taciuto. Sull’accaduto penso però che si debba sapere con esattezza chi fosse presente, anche per allontanare facili strumentalizzazioni sui nominativi. Qualche Consigliere ha fatto ammenda, ma altri sono silenziosi, come si dice da noi, stanno dietro il macchione. La qualcosa alimenta dubbi e interrogativi.

    Non vorrei che tra i protagonisti di questa paradossale vicenda ci sia magari qualche fervente moralista, a parole sempre ligio al rispetto della legge, che poi nella pratica si rivela un normale e fallace essere umano, la qualcosa mi può fare anche simpatia; non vorrei emergesse in modo palese il conflitto di interessi tra chi predica bene in doppiopetto ma poi razzola male appena può. Insomma, tutti questi possibili fraintendimenti, vanno chiariti alla svelta, nell’interesse e nel rispetto generale: delle istituzioni, dei cittadini, del Paese.

    Poi è chiaro, il fatto in sé per sé non è sconvolgente, ma è un piccolo indizio di perdita del senso dello Stato smarrito ormai da tempo e per accadimenti ben più gravi ma, di cui nessuno sembra più scandalizzarsi.

    Augusto Casali