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  • L’ASTROLABIO – “Il Bacino di Gorgascura” … di Augusto Casali

    L’ex segretario di Stato Augusto Casali

    Ogni tanto mi rileggo gli scritti di Pietro Franciosi impressi su “Il Nuovo Titano”. E’ sorprendente la capacità di questo nostro illustre concittadino di guardare avanti, tanto avanti da rimanere attuale ancora oggi rileggendolo, in questo caso 105 anni dopo.

    E’ infatti del 12 marzo 1918 un suo articolo titolato: “Il Bacino di Gorgascura”, in cui Egli affermava: “Non potendo e non dovendo più fare affidamento sull’aiuto degli altri, è giunto ormai il momento che la Repubblica ritrovi se stessa come nell’essenza delle sue istituzioni così nelle energie latenti del suo territorio e dei suoi cittadini, e si riaffermi anche con ciò interamente indipendente.

    Le sue finanze vanno male; e come il suo bilancio attende da tempo di essere in parte risanguata da un maggior gettito di tasse basate sul reddito netto, così si debbono studiare e procurare cespiti rilevanti di guadagno dalle risorse naturali del territorio.

    La Repubblica, secondo il parere illuminato di un competente in materia, l’Ingegner Francesco Godoli, ha una grande fortuna nel suo territorio, consistente in un bacino imbrifero discretamente vasto, che unisce condizioni naturali tipiche; per cui, con una somma relativamente tenue, si potrebbe risolvere un grandioso problema mirante all’utilizzazione di abbondanti forze idrauliche, alla bonifica dei terreni del monte e del piano, alla provvista di acque per l’irrigazione dei terreni montani e di pianura, alla soppressione della permanente causa di disastri che presentano le montagne pel disordine che vi regna.

    Questo bacino è formato da una strettissima ed altissima strozzatura in terreno forte e compatto che presenta l’alveo del fiume San Marino in località denominata Gorgascura dove in condizioni notevolmente favorevoli, ci sarebbe modo di costruire un bacino a serbatoio montano, o lago artificiale, in cui accumulando le acque di pioggia che scendono dai fianchi dei monti superiori si potrebbe ottenere tale massa idrica da produrre diverse centinaia di cavalli di forza continua, da impiegarsi per l’innalzamento dell’acqua dell’acquedotto, per l’illuminazione, per la distribuzione dell’energie elettrica in favore delle piccole industrie locali e per altri nuovi impieghi più vistosi.”

    Sono passati 105, è passata la grande guerra, è caduto il fascismo, i partiti democratici hanno raggiunto il potere, sono cambiati decine e decine di governi, tutti sono stati in maggioranza e all’opposizione, in ossequio al principio di alternanza democratica, che a San Marino è stata veramente applicata, ma nulla si è mosso rispetto a quanto prospettato da Pietro Franciosi nel 1918.

    Da allora è passato tanto tempo, il mondo è cambiato, San Marino non è più lo stesso, ovviamente,  e la tecnologia ha fatto passi da gigante offrendo oggi nuove possibilità, ma se pensiamo all’essenza di quanto scritto, alla presa di coscienza di non potere e non volere più dipendere dagli altri, almeno per quel che ci è possibile, il messaggio mantiene tutta la sua freschezza e attualità ancora oggi.

    Anzi, soprattutto oggi, direi; oggi che le bollette di acqua, luce e gas sono state aumentate enormemente ed incidono in modo determinante nella vita delle famiglie, il cui potere di acquisto è stato eroso dalla pandemia prima, dagli effetti della guerra in Ucraina poi, e oggi dal rincaro dei generi alimentari di primaria necessità e dalle utenze di luce, gas e acqua.

    Io credo che sia davvero giunto il momento di darsi una mossa e di sfruttare le falde acquifere esistenti nel nostro territorio. San Marino è una piccola entità e in 61 Kq non ci possono essere grandi risorse, ma quelle di cui disponiamo usiamole a vantaggio della popolazione; impegnare risorse finanziarie per progetti di questo tipo darebbe un senso anche all’accensione del debito pubblico che, inevitabilmente, in parte servirà per la spesa corrente e in parte per rimettere in movimento l’economia sammarinese.

    Il nuovo Governo “a’ da passà a nuttata” ci ha insegnato il grande Eduardo De Filippo e quindi non potrà di certo impegnarsi in progetti così imponenti, né per tempistiche, né per qualità, ma la coalizione che scaturirà dalle prossime elezioni, che sono dietro l’angolo, non potrà esimersi dal prevedere nel proprio programma anche interventi così imponenti, utili alla collettività e qualificanti per le forze politiche che dovessero portarli avanti.

     Augusto Casali