L’ASTROLABIO – “La mossa del Cavallo” … di Augusto Casali

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  • Visto che nonostante le minacce di staccare la spina al Governo da parte di settori della stessa maggioranza, sono svanite nel nulla mese dopo mese, l’opposizione compatta ha messo in atto la classica mossa del cavallo per cercare di dare scacco matto. Infatti, venerdì scorso i rappresentanti delle forze politiche di opposizione hanno deciso di dare le dimissioni dal Consiglio Grande e Generale, mettendo tutti di fronte ad una situazione drammatica e insolita.

    Ora il manipolo di Consiglieri di Civico10 e di SSD, che comunque basterebbero per fare decadere il Consiglio, saranno costretti a compiere quell’atto che, nonostante i ripetuti annunci, non hanno mai avuto il coraggio di attuare, cioè seguire l’opposizione e dare a loro volta le dimissioni.

    Questo atto decreterà la caduta di un Governo per certi versi già morto da tempo e il ricorso a nuove Elezioni Politiche Generali. Ma anche la resa dei conti sia in casa di Civico 10 che di SSD, con alta possibilità di spaccature interne che di fatto brucerebbero anche la neonata “Libera”.

    Repubblica Futura, isolata dai “ribelli” della maggioranza in tutti questi mesi, sta alla finestra, certamente non immobile, ma in attesa degli eventi, che potrebbero portare inaspettati ossigeno e linfa al loro progetto politico, complicando non poco le cose in vista delle Elezioni dove la corsa tutti sanno che non potrà essere per vincere, perché probabilmente nessuno ci riuscirà, ma bensì per arrivare primi e, in base a ciò che prevede la legge, per dare le carte dopo il primo turno.

    Direi che a occhio e croce complessivamente non sia stato raggiunto un grande risultato politico; solo D.C. e RETE che non temono lo sbarramento del 5%, coronano la loro azione dell’ultimo periodo tesa unicamente a fare cadere il Governo, fino al punto di aiutarlo con azioni consociative in occasione di alcuni provvedimenti di legge. Altre forze di opposizione sono state trascinate alle dimissioni che non avrebbero in verità mai voluto dare per paura  di non raggiungere il 5% dei voti.

    E del Paese che ne sarà? Ridotto male dall’azione dissennata della maggioranza che solo alla fine, con l’acqua alla gola ha scoperto la pacificazione nazionale, la collaborazione di tutti, le scelte cruciali per il Paese e la condivisione delle responsabilità nate grazie ad una conduzione delle cose autoreferenziali?

    Forse sarà il caso che le varie forze politiche comincino a pensare alle emergenze, sì, ma anche ad un progetto di rilancio dell’economia e dell’immagine della nostra Repubblica. 

    Affermo questo perché in tutti questi mesi ho sentito parlare molto di Governo, per il quale apparentemente tutti sembrerebbero pronti, ma non ho sentito parlare di programmi, di cose da fare per risollevare il Paese, da nessuno. E questo mi preoccupa molto perché i sammarinesi non hanno necessità di cambiare suonatori che poi interpretino lo stesso spartito di ieri; hanno necessità di cambiare musica, cose e fatti, e senza un progetto organico mi chiedo come sarà possibile che ciò accada. 

    Il progetto per lo sviluppo di San Marino dovrebbe costituire il vero collante delle future coalizioni e dei futuri governi, qui invece, fino ad ora, mi pare si sia parlato quasi esclusivamente, in modo più o meno velato, di posti e di poltrone, ma non è di questo che il Paese ha bisogno e lo sappiamo tutti.

    Dunque le forze politiche che hanno a cuore le sorti della Repubblica si mettano al lavoro, condividano il più possibile le cose da fare nel concreto, sappiano trovare dalle difficoltà esistenti  l’opportunità di fare risorgere San Marino, perché solo così, con i fatti, si potrà dimostrare di lavorare nell’interesse del Paese, altrimenti saranno solo chiacchiere. Le solite, inutili chiacchiere!