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  • L’ASTROLABIO – “L’Osservatorio Epidemiologico Nazionale,  ci mancava” … di Augusto Casali

    L’ex segretario di Stato Augusto Casali

    Quale sia la situazione attuale della Sanità sammarinese è cosa nota a tutti. E’ sufficiente fare un giretto dalle parti dell’Ospedale o in qualche qualche ambulatorio e parlare un poco con i cittadini che sono costretti a frequentarli, per rendersi conto che il deterioramento della situazione rispetto al passato ha ormai raggiunto livelli di insopportabilità e che se tutto ancora si regge è grazie al personale medico e infermieristico rimasto in prima linea.

    So benissimo che se qualcuno osa esprimere una opinione reale e libera, rispetto al politicamente corretto nei piani alti dell’ISS c’è insofferenza nei confronti di coloro i quali sono definiti qualunquisti, disinformati, populisti, e anche un po’ stronzi. Ma la realtà concreta con la quale i cittadini, i pazienti, soprattutto i più anziani, devono fare i conti tutti i giorni è ben diversa da quella che ci vogliono ammannire i boiardi pro-tempore della Sanità Sammarinese.

    Mentre tutto sta andando alla malora si continua a parlare di medicina nucleare; di robotica; di pericoli sismici e di nuovo Ospedale.

    L’ultima novità è di questi giorni: l’istituzione dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale dell’ISS, di cui, credo, nonna Zaira di Serravalle non sentiva probabilmente un gran bisogno. Si tratta dell’ultimo tassello  che si occuperà di Sanità e che va a sommarsi alla Segreteria di Stato e a tutto il suo staff; al Direttore Generale, super consulente, che si avvale di un numero non ben precisato di consulenti; al Comitato Esecutivo dell’ISS; all’Autority Sanitaria; , ai dirigenti a vari livelli; alla Commissione Consiliare Sanità e molto probabilmente dimentico qualche altro orpello burocratico.

    Ho letto sulla stampa nostrana che “l’Osservatorio sarà delegato alla raccolta di dati sanitari ed epidemiologici per identificare eventuali emergenze infettive con tutto ciò che ne consegue; dovrà identificare tendenze e problemi di salute pubblica, collaborare con i referenti nazionali delle organizzazioni internazionali, oltre che con enti ed organizzazioni per l’estrapolazione e la condivisione dei dati epidemiologici”. In più dovrebbe garantire il potenziamento preventivo e strategico dell’ISS in un settore, quello dell’analisi, ritenuto dall’Organizzazione Mondiale Sanità principale leva delle politiche del prossimo futuro.

    Tutto questo per dare seguito, ad un anno dal suo arrivo a San Marino, dopo l’esperienza nella sanità calabrese, alla relazione del Direttore Generale, ovviamente approvata dalla Commissione Sanità che, al pari del Consiglio Grande e Generale, svolge ormai funzioni puramente notarili.

    Il Direttore Generale dell’ISS lo ha spiegato a chiare lettere: “Oggi anche a San Marino c’è una necessità diffusa di riformare la cultura con la quale abbiamo sempre affrontato i temi della salute, passando da una impostazione basata soltanto sulla risposta alla malattie, a una prospettiva che guarda alla prevenzione durante tutto l’arco della vita, nonché al valore della comunità. Un approccio reso ancora più attuale dalla pandemia da COVID-19 e contestualmente dal progressivo invecchiamento della popolazione”. Madonna Santa, mi verrebbe da chiedere:  ma come ha fatto la Sanità sammarinese ad andare avanti fino ad oggi senza un organismo che si occupasse di tutte le cose di cui dovrebbe occuparsi?

    Comunque per cambiare il paradigma, il Direttore Generale ha specificato: “che l’ISS ha scelto di agire attivando un organismo quanto mai necessario, formato (ovviamente) da professionisti di elevata qualità e capaci di confrontarsi con analoghe strutture già presenti a livello internazionale”.  Dato il livello dei menzionati professionisti, presumo non costeranno poco alle casse un po’ provate dello Stato. Ma per carità! Per la Sanità con la “S” maiuscola questo ed altro, solo che, consulente dopo consulente, sembra che davvero nulla cambi mai.

    Ebbene voi pensate dopo le miriadi di parole alte, acconce e nobili, spese per giustificare l’Osservatorio, cambieranno le cose? Io no. Penso che purtroppo non cambierà proprio nulla!

    Purtroppo continueranno le code negli ambulatori, e nelle farmacie, rimarranno i tempi di attesa per prestazioni varie; continuerà ad essere una chimera poter parlare con un medico abituale e dovremo passare molti e molti minuti prima di poter parlare con una gentile signorina presso un centro di prenotazione.

    Il bello è che ci sono evidenti responsabilità politiche e dirigenziale ai massimi livelli, ma per mantenere il politicamente corretto che va tanto di moda di questi tempi e salvaguardare equilibri politici ormai corrosi, in tanti, troppi, si girano dall’altra parte e fanno finta di non vedere che il nostro sistema sanitario sta crollando giorno dopo giorno!

    Augusto Casali