• Screenshot
  • Le notti bianche. Giulio Casale rilegge Dostoevskij tra parole e canzoni

    Venerdì 6 dicembre, alle ore 21 presso il Teatro Titano, prosegue la Stagione Teatrale di San Marino Teatro con Le notti bianche, spettacolo di e con Giulio Casale diretto da Marta Dalla Via, una interessante rilettura del racconto omonimo di Fëdor Dostoevskij in parole e musica, per  un teatro-canzone dai temi senza tempo e quindi attualissimo, con gli inserimenti di alcuni brani tratti dal repertorio di Casale e  altri nuovi proposti negli arrangiamenti musicali di Alessandro Grazian.

    Quattro notti e un mattino per raccontare la storia del sognatore e del suo amore tanto profondo quanto fugace; una storia di confidenze sussurrate, di speranze e di intrecci notturni, di risvegli amari e di desideri inespressi. Tutto porta nel cuore una domanda fondamentale: qual è il confine tra la realtà e il sogno? Fino a che punto è possibile cullarsi nei propri irrealizzati desideri?

     Lo spettacolo indaga dunque nel profondo del pensiero e dell’animo umano, nelle necessità universali e nelle nostre contraddizioni, cercando la forma mutevole e sfuggente della felicità; anche se solo per un minuto, anche se solo immaginata. 

     E’ una storia giovanile e delicatissima, una favola moderna sulla potenza creatrice del sogno e sui suoi rischi, che è senza dubbio rimasta nella memoria e nel cuore di chiunque l’abbia letta e conosciuta. Questa la scelta di Giulio Casale per il suo nuovo lavoro teatrale: un adattamento coraggioso che si confronta col mito storico e letterario di Dostoevskij e particolarmente congeniale alla sua cifra stilistica, da sempre fatta d’intensità e ricerca ideale come testimoniano i suoi precedenti spettacoli e le sue opere discografiche..

    Un lavoro curato, pieno di garbo, dai connotati profondi ma offerti alla riflessione con leggerezza,
    dove Giulio Casale nei suoi dialoghi notturni accompagnato da Giulia Briata, offre allo spettatore un’intensa nuova prova dimostrando un’aderenza sorprendente tra interprete e testo classico, sempre vivo. 

    Sarà possibile acquistare i biglietti sul sito www.sanmarinoteatro.sm, presso la biglietteria del Cinema Concordia giovedì 5 dalle 17 alle 20, oppure il giorno stesso dello spettacolo dalle ore 17 presso la biglietteria del Teatro Titano.

    Acquistabili anche attraverso smartphone e tablet.

    Giulio Casale – BIO

    Il percorso artistico teatrale di Giulio Casale inizia nel luglio 2004 con la sua partecipazione al Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber che si svolge a Viareggio. Nell’autunno porta in teatro a Milano “Polli di allevamento”, il testo di Giorgio Gabere Sandro Luporini originariamente rappresentato nella stagione teatrale 1978/1979. È forse la più provocatoria delle pièces gaberiane, incentrata sui temi del conformismo, delle nevrosi, delle insicurezze dell’uomo contemporaneo. Dalla scomparsa di Gaber, è la prima ri-proposta di questo spettacolo,  che attraversa molti teatri italiani, procurando a Giulio Casale il Premio Enriquez per il miglior spettacolo teatrale del 2007.

    Nel 2008 va in scena ”Formidabili quegli anni”, tratto dall’omonimo libro di Mario Capanna: si tratta di uno spettacolo sul ’68, nel corso del quale i momenti musicali-cantati più significativi dell’epoca si alternano alla prosa. Sfilano così composizioni di Jacques Brel, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Boris Vian nonché dello stesso Giulio Casale.

    Il 15 novembre 2009 debutta nella trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Il 16, allo Strehler-Piccolo Teatro di Milano, si tiene la prima nazionale di “Canzone di Nanda”, spettacolo dedicato a Fernanda Pivano, amica scomparsa pochi mesi prima, per la regia di Gabriele Vacis. Lo spettacolo rappresenta un adattamento scenico dei “Diari 1917-1973”, nel quale s’inseriscono i racconti originali che la Pivano fece a Giulio Casale negli anni della loro frequentazione, nonché rievocazioni di artisti legati alla beat generation o di maestri di Nanda (Cesare Pavese, Italo Calvino).

    Il 24 aprile 2010, a Treviso, ha luogo la prima di un nuovo spettacolo intitolato “The beat goes on”. È l’ideale prosecuzione di “Canzone di Nanda”: un lungo medley di canzoni che diventa viaggio; parte dall’America degli anni ’50 e attraversa le opere di poeti, scrittori e musicisti, passando attraverso differenti generi musicali, fino ad arrivare ai brani più melodici di Casale e degli Estra. Sempre a Treviso, il 2 ottobre, si svolge, con data unica, “La vita altrove” uno spettacolo dedicato a Gino Rossi, grande pittore del primo ‘900 che rimase internato in manicomio per gran parte della propria vita.

    Dal 2012 è in tour nei teatri italiani con Andrea Scanzi nello spettacolo “Le cattive strade” (scritto da Andrea Scanzi e Giulio Casale) dove viene ripercorsa la carriera di Fabrizio De André, raccontando gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure. Alla narrazione di Scanzi si alternano le interpretazioni di Casale, che riesce a rendere proprio con rispetto ed eclettismo il repertorio di De André. L’incontro teatrale, che racconta anche il De André meno noto, non desidera santificare l’artista. Al contrario, “Le cattive Strade” racconta, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni di un intellettuale inquieto, scomodo e irripetibile. Lo spettacolo contempla anche la proiezione di filmati originali di Fabrizio De André.

    Poco prima del Natale 2015 Giulio Casale presenta al teatro Out Off di Milano “Abbiamo Tempo”, uno spettacolo solista in cui alterna brani musicali a letture e parti recitate, nella tradizione del teatro-canzone.

    All’inizio del 2016 va in scena “Sogno di un’Italia – 1984-2004 Vent’anni senza andare mai a tempo”. Lo spettacolo, sempre di Andrea Scanzi e Giulio Casale, ripercorre i momenti salienti di un ventennio di storia nazionale, interrogandosi su come sia stato possibile che certi cambiamenti non siano avvenuti. Lo spettacolo riprende la formula che vede Scanzi nella veste di narratore e Casale nel ruolo di cantore: vengono recuperati brani musicali caratteristici del periodo che si alternano a proiezioni di video di repertorio. Lo spettacolo riscuote notevole successo e porta il duo su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi della Nazione.

    Nel mese di ottobre 2016, va in scena ad Agliano Terme la prima di “Vino Canzoni e Illuminazioni”, uno spettacolo a tema che parla del vino e del suo ruolo nella cultura e nell’arte.

    Carriera solista

    Giulio Casale comincia presto ad affiancare un percorso solista all’attività con la band. Tra le altre cose, è autore di testi altri artisti: tra questi, Sergio Cammariere e Patrizia Laquidara. Fin dai tempi degli Estra, i testi dei suoi brani sono ispirati al vivere quotidiano e connotati di elementi simbolici; il loro taglio spesso introspettivo, quasi esistenzialista, procura a Giulio Casale la fama di “poeta rock”.

    Nell’autunno 2002 pubblica con Artes Records l’album “sullo Zero”. È un documento dal vivo dei concerti-reading basati sull’omonimo libro da lui scritto. All’album vengono assegnati due riconoscimenti: il Premio Mariposa 2002 e la Targa Premio Grinzane Cavour 2003.

    Il 13 maggio 2005 viene pubblicato l’album “In fondo al blu”, (Artes Records), che fa da base a uno spettacolo di teatro-canzone denominato “Illusi d’esistenza”, con la regia di Roberto Citran.

    Nel 2010, Giulio Casale contribuisce con la canzone “La mia realtà” al film “La Banda dei Babbi Natale” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il brano viene scelto per accompagnare i titoli di coda.

    Nel 2012 esce per Novunque l’album “Dalla parte del torto”, prodotto da Giovanni Ferrario.

    Nel 2014 Promomusic pubblica “Le cattive strade”, contenente i brani tratti dall’omonimo spettacolo realizzato con Andrea Scanzi.

    Nel 2017 collabora con Lorenzo Tomio alla realizzazione di un nuovo album previsto per il 2018. L’album viene annunciato con la pubblicazione dell’EP “Cinque anni”, che avviene l’1/12/2017.

    Carriera letteraria

    Nel 2000 Giulio Casale pubblica, presso Papergraf e sotto la supervisione di Pike Borsa, il libro di poesie “sullo Zero”, i cui leitmotiv sono il tema dell’assenza (intesa come vuoto esistenziale) e quello dell’immersione nella natura, nel tentativo di radicarsi nella terra-madre per resistere alle devastazioni del paesaggio e all’invasione tecnologica.

    Le poesie contengono rimandi evidenti ai temi sviluppati dagli Estra in “Nordest Cowboys” (prodotto dall’americano Jim Wilson e considerato da più parti il loro capolavoro), che denunciava le storture provocate dal miracolo economico del nord-est. Dopo una serie di pubbliche letture, accompagnate da canzoni eseguite alla chitarra acustica, prende forma un vero e proprio concerto-reading.

    Nel 20”06 esce per Arcana Edizioni “Se ci fosse un uomo – gli anni affollati del Signor Gaber”, un itinerario tra i pensieri e le parole del “Signor G” (album del 1970) fino agli ultimi dischi realizzati in studio. L’autore alterna l’analisi filologica e musicale, condita di spunti filosofici, al tono intimo di chi cerca in Gaber l’uomo e l’amico.

    Sempre nel 2007, Arcana Edizioni pubblica “Dark Angel, i testi di Jeff Buckley”, scritto in collaborazione con Luca Moccafighe.

    Nel 2008 debutta come narratore, con un libro intitolato “Intanto corro” (Garzanti), che nel 2009 si classifica primo ex-aequo nella sezione opere prime al XIV premio letterario Frignano. La quarta di copertina recita:

    Sono schegge di vita, immerse nella realtà oppure abbagliate dal sogno o dall’ossessione. Sono immagini e personaggi che si aprono alla narrazione, e ci invitano a riflettere sul nostro corpo, sul nostro rapporto con gli altri, sul tempo e sui luoghi, su quello che va oltre il nostro orizzonte, oltre i suoi limiti. Sono canzoni e sono poesia. Sono fulminanti esercitazioni filosofiche che partono dai particolari per esplorare il ricco panorama dell’esistenza. Sono la rivelazione di un attimo, che sconvolge il corso del tempo e può restituire senso a un destino intero.

    Nel 2014, Tagete Edizioni ripubblica “sullo Zero”, con l’aggiunta di “altre #9 poesie e un’inutile (e volgare) invettiva.