Le trame (sventate) sugli 007: ecco la verità sul blitz di Conte

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  • Il premier Giuseppe Conte costretto al passo indietro sulla norma concernente i servizi segreti che tanto aveva fatto discutere all’interno della sua maggioranza, soprattutto da parte di una fetta importante di grillini. Nel decreto Covid che allunga lo stato d’emergenza fino al 15 ottobre era infatti contenuta una norma che consentiva al presidente del Consiglio di prorogare “con successivi provvedimenti per la durata massima di ulteriori quattro anni” i vertici degli 007 tricolori. La norma era pensata per il prefetto Mario Parente direttore dell’Aisi (il servizio segreto interno), nominato il 29 aprile del 2016 ai tempi del governo Renzi. Parente aveva avuto un primo mandato di due anni e poi un secondo sempre biennale, scaduto in piena pandemia, rinnovato con proroga tecnica il 15 giugno grazie a un Dpcm per un anno, e per la cui posizione o si sarebbe dovuto procedere a una sostituzione o a un rinnovo di 4 anni.

    Una parte dei cinque stelle si è peò “scagliata” contro il premier Conte. Nelle scorse settimane, infatti, cinquanta deputati del movimento hanno sottoscritto un emendamento per sopprimere questo articolo, nella discussione del decreto alla Camera. Una scelta interpretata da molti come una mossa per indebolire il premier, che ha mantenuto la delega ai Servizi. La prima firmataria dell’emendamento è Francesca Dieni, ma nella lista ci sono diversi esponenti di spicco dei cinque stelle: Francesco Silvestri, Marta Grande, Vittoria Baldino, Luigi Iovine, e tutti i membri della commissione affari costituzionali e difesa. La svolta è arrivata ieri. Ora, come riporta La Verità, infatti, su spinta di Fratelli d’Italia e Lega, ieri il premier Conte è stato convocato dinanzi al Copasir per trovare una soluzione a una norma che stava mettendo in crisi la maggioranza giallo-rossa. Risultato del confronto serrato di circa due ore? La norma dovrà essere modificata, anche i tempi sono piuttosto stretti. Sta di fatto che Conte sembra abbia dovuto fare marcia indietro.

    D’Urso (Copasir): “Dal governo pericoloso vulnus istituzionale”

    L’accordo però è ancora molto lontano. Lo testimoniano le parole, molto dure, del vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia. Nel decreto emergenza, spiega il senatore di Fratelli d’Italia, “il governo introduce un pericoloso vulnus istituzionale, concernente la materia di nomina dei direttori dei Servizi Segreti. Lo introduce nel metodo, approvando nottetempo nel decreto una norma senza avvertire il Parlamento e senza darne alcuna forma di pubblicità, salvo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Nel merito, trasformando i direttori dei Servizi Segreti in attendenti precari della Presidenza del Consiglio“. Nessuno intende contestare il potere di nomina, sottolinea Urso, revoca e indirizzo del Presidente del Consiglio ma è il “Parlamento che ha sempre legiferato in materia in uno spirito di condivisione, mentre questo governo compie un atto ai limiti della costituzionalità, blindando con la fiducia il decreto emergenza senza lasciare spazio alla legittima discussione parlamentare su questa materia. Per questo, proprio ieri il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, al termine della audizione del premier Conte, in una nota aveva invitato il Parlamento ad intervenire nello spirito della legge istitutiva. Invito sino a questo momento clamorosamente disatteso“, ha concluso D’Urso.



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