Leggende e curiosità – Tutto ciò che non sai sul blackjack

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  • Il blackjack è uno dei più popolari e affascinanti giochi al mondo, l’unico in effetti dove esiste la possibilità matematica di battere il banco. Un gioco molto semplice, ma affascinante per le strategie che vengono messe in atto, tanto da aver contribuito alla popolarità dei giochi online in Italia.

    Storia del blackjack

    La storia del blackjack affonda le sue radici nella leggenda poiché non è possibile risalire a un’origine temporale o geografica certa, nonostante molti paesi nel tempo ne abbiamo reclamato la paternità. Se pensiamo all’Italia, già nel ‘500 era in voga il popolare Sette e mezzo, molto simile al blackjack, mentre in Spagna, sempre nello stesso periodo, si giocava a Uno e Trenta, una variante del gioco italiano. 

    Le prime partite vennero registrate in Francia nel XVII secolo quando ancora si chiamava Vingt-et-Un, ovvero 21. Dalle taverne francesi il gioco esplose in Europa e negli Stati Uniti dove prese ufficialmente il nome di blackjack, perché chi realizzava ventuno con un asso e il fante di picche veniva pagato 10 volte la posta.

    Nel corso degli anni, migliaia di matematici e appassionati hanno scandagliato ogni aspetto di questo gioco, alla ricerca della strategia migliore per vincere il banco. Famoso il tentativo di alcuni studenti del MIT che riuscirono a vincere milioni di dollari con una strategia basata sul conteggio delle carte, prima di essere banditi da tutti i casinò del paese. La leggenda del blackjack è fiorita in particolare al cinema tanto da essere diventato protagonista di molti film.

    Blackjack e luoghi comuni

    Nel corso degli anni, intorno a questo popolare gioco sono fiorite diversi luoghi comuni: vediamo quelle più interessanti.

    Solo i geni possono vincere

    Spesso si pensa che solo i geni della matematica possano vincere a questo gioco. In realtà non è così, basta dare un occhiata a qualche esempio di utilizzo della tabella del blackjack per capire come le strategie da attuare non siano poi così complicate, basta solo conoscere le regole del tavolo su cui si gioca. 

    L’obiettivo è fare 21

    L’errore più comune che fa un giocatore è quello di volersi avvicinare al 21 a tutti i costi, senza tenere conto delle variabili in gioco. Spesso infatti non si dà importanza alla carta scoperta del dealer, arrivando a chiamare quando si è già a 12 o 14 o si evita uno split per arrivare a 21. È ovvio che il risultato migliore è centrare il fatidico 21, ma spesso può risultare una mossa vincente semplicemente fermarsi e lasciare che sia il dealer a “sballare”. 

    Il dealer è contro di voi

    Molti giocatori pensano che i casinò e in particolare i dealer mettano in atto strategie sottobanco per far perdere i giocatori. In realtà è vero il contrario, il casinò punta a facilitare la giocata dell’avventore al tavolo, poiché più una persona vince, più sarà stimolata a tornare allo stesso casinò. La casa inoltre si riserva un ritorno economico, conosciuto come payout, che è regolare a prescindere dalle vincite individuali realizzate.

    Partite perse significa vincita sicura

    Molti pensano che le statistiche delle partite passate possano influenzare le giocate future (ad esempio se il banco vince diverse volte di seguito dovrà per forza perdere le partita successiva), portando diversi giocatori ad alzare la posta in vista della vincita sicura che li aspetta. In realtà non è proprio così, perché in ogni mano ci sono sempre, matematicamente, le stesse identiche possibilità di vincere o perdere.

    Contare le carte è illegale

    Se c’è una cosa che i film sul blackjack, come il celebre 21 con Kevin Spacey, ci hanno insegnato è che contare le carte è illegale. Certo, a nessun casinò piace chi conta le carte, specie se vince, ma non esiste ancora una legge che sostenga che contare le carte sia una pratica illegale. Naturalmente i singoli casinò possono mettere il veto su chi far entrare nella struttura, altri invece utilizzano strumenti come mazzi multipli o macchinette che mescolano carte non stop, proprio per ostacolare i contatori di carte.

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    Le vere leggende del blackjack

    La storia del blackjack è costellata di personaggi che hanno fatto la fortuna di questo gioco, entrando nella leggenda. Vediamone alcuni.

    Ken Uston

    Fu il primo a ideare e mettere a punto il gioco di squadra al blackjack. Divenne famoso verso la metà degli anni’70 sbancando diversi casinò di tutto il mondo e vincendo milioni di dollari, grazie al conteggio delle carte e alle strategie di squadra. Dopo esser stato bandito da tutti i casinò del globo divenne un maestro del travestimento, riuscendo in molti casi a eludere la sua identità, e continuando a giocare. Dopo il suo avvento molti casinò cominciarono ad aumentare i numeri di mazzi, così da rendere più difficile l’opera di chiunque volesse imitarlo.

    Julian Braun

    Inserito nella Blackjack Hall of Fame, ha lavorato come programmatore IBM prima di appassionarsi perdutamente a questo gioco, complice la lettura del famoso libro di Edward Thorp “Beat the Dealer”.  Partendo dalla base di programmazione di Thorp ridisegnò la strategia rendendola ancora più precisa e ottimizzata. Pubblicò lui stesso diversi libri sul blackjack tra cui il popolare “How to Play Winning Blackjack” del 1980.

    Stu Ungar

    Celebre giocatore di poker, entrato di diritto nella Poker Hall of Fame, dopo essere stato il primo e unico giocatore ad aver vinto per tre volte il “Main event” delle World Series of poker. Grazie a un Q.I. estremamente elevato e una memoria fotografica eccezionale, riusciva a contare tutte le carte presenti in un sabot composto da ben 6 mazzi di carte. Ungar venne condannato nel 1982 per presunti brogli in un casinò di Atlantic City ma, sostenendo sempre che grazie alla sua mente geniale non avrebbe mai avuto bisogno d’imbrogliare a un tavolo, vinse la causa in tribunale mantenendo così intatta la sua reputazione.