Dopo i tanti cantieri aperti per la realizzazione di opere pubbliche e una strategia sul territorio per garantire maggiore decoro e manutenzione, oggi si compie un ulteriore passo strutturale: l’approdo in prima lettura del Progetto di Legge sulla pianificazione strategica territoriale, presentato dal Segretario di Stato per il Territorio Matteo Ciacci.
Dopo molti anni, caratterizzati da una regolamentazione, frammentata e spesso reattiva rispetto a specifiche sollecitazioni, questo testo rappresenta un cambio di paradigma: dal PRG alla pianificazione strategica, la riforma segna, infatti, una differenza sostanziale rispetto al tradizionale Piano Regolatore Generale che è uno strumento prevalentemente conformativo e prescrittivo: definisce destinazioni d’uso, indici e parametri edilizi. Il nuovo impianto, invece, introduce una struttura gerarchica chiara e coerente:
-Piano di tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio, che individua le invarianti strutturali, paesaggistiche, ambientali, idrogeologiche e storico – culturali, non negoziabili;
-Piani Tematici, che declinano le scelte nei diversi ambiti (urbano, rurale, infrastrutturale, produttivo, turistico);
-Programma Pluriennale di Attuazione, che collega pianificazione e programmazione concreta di opere e interventi;
-Piani Particolareggiati, strumenti attuativi di dettaglio.
Non una semplice sovrapposizione di livelli, ma una gerarchia chiara che garantisce certezza del diritto e coerenza tra visione e attuazione.
Rigenerazione, non consumo di suolo, la legge compie una scelta netta: in un territorio limitato come quello sammarinese, lo sviluppo non può significare espansione continua.
Il testo, inoltre, introduce strumenti innovativi come i crediti edilizi e i meccanismi di compensazione, regolati all’interno della pianificazione, per accompagnare processi di riqualificazione garantendo equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica. Ma la riforma ha anche una forte dimensione sociale. La pianificazione viene messa al servizio dei bisogni della comunità, attraverso studentati legati alla crescita dell’Università, co-housing tenendo conto dell’incremento dell’invecchiamento della popolazione nonché comunità abitative e politiche di ripopolamento dei Castelli periferici. Significa riconoscere che il governo del territorio può contribuire a contrastare l’isolamento sociale, favorire nuove forme di convivenza e rendere più accessibile il diritto alla casa.
Anche il territorio rurale viene valorizzato come componente strategica, attraverso tutela delle vocazioni agricole, multifunzionalità, recupero dei terreni incolti e promozione delle produzioni di qualità.
Un ulteriore passaggio decisivo è il collegamento tra pianificazione e attuazione concreta. Con il Programma Pluriennale di Attuazione le scelte si traducono in opere, infrastrutture e interventi prioritari, con tempi e responsabilità definite e un collegamento diretto alla programmazione della spesa pubblica. Non basta prevedere: occorre programmare e realizzare. La legge rafforza inoltre la partecipazione, con l’istituzione del Garante della comunicazione e della partecipazione e un ruolo più attivo delle Giunte di Castello, formalizzando il diritto dei cittadini ad essere informati e coinvolti nelle decisioni sulle scelte urbanistiche.
Libera esprime soddisfazione per il testo presentato in prima lettura. Allo stesso tempo, ribadiamo la piena disponibilità a un confronto costruttivo in Commissione e con la cittadinanza, consapevoli che un testo di questa portata può essere ulteriormente migliorato attraverso il dialogo.
Dopo tanti anni in cui il territorio non è stato oggetto di una riforma organica, oggi si compie un passo importante verso una San Marino più moderna, sostenibile e capace di pianificare con responsabilità il proprio futuro.
Libera – San Marino












