Ho dato la mia adesione al Movimento Liberamente San Marino, che da corrente è diventato movimento autonomo. Posso dire, senza ombra di smentita, che io più di qualsiasi altro – dice Casali – mi sono adoperato nella ricostruzione del Partito Socialista, senza aggettivi. E mi sono adoperato in maniera molto evidente. Il Partito socialista si è rivelato molto diverso da quello che era nei nostri intenti. E’ stato, in questi due anni, una delusione e per diversi motivi.
Innanzitutto ha tradito la volontà dei cittadini, i quali dopo le ultime elezioni ha relegato il PS all’opposizione. Era il primo partito di opposizione e li doveva svolgere la propria funzione ed il proprio ruolo, cosa a cui abdicato sin dal primo momento, con mille scuse e mille sotterfugi. Effettivamente non ha mai svolto questo ruolo nella sostanza.
Non ha avuto nessuna iniziativa politica di nessun tipo e tutte queste cose sono state dette dentro il partito ed in modo più palese nella direzione negli ultimi tempi, ma anche nei discorsi personali con i dirigenti del partito.
C’è stata una incapacità di aggregazione nelle forze di opposizione per trovare almeno un minimo comune denominatore ed è stata messa in evidenza una smodata voglia di governo da parte dei dirigenti socialisti.
La gestione dei rapporti interni è stata portata avanti in modi molto discutibili, basti pensare che alle volte c’erano delle decisioni decise nella Direzione, eppoi i comunicati pubblici dicevano un’altra cosa da quello che si era stabilito. E questi comunicati erano stati fatti in qualche sede che non era quella del partito socialista.
Nonostante tutto si è rimasti dentro per raddrizzarlo con scarso successo, e lo dice uno come me che si è battuto per rimettere in piedi questo partito. Poi è venuto fuori il famoso video ”Carrirolo”, dove questi quattro personaggi hanno fatto tutto da soli, uno ha ripreso ed uno di loro lo ha reso pubblico.
Quello che si è visto e quello che si è sentito non è interpretabile e vuole dire solo una cosa. Cioè che c’è stato un tentativo di compravendita dei voti durante le ultime elezioni, ma soprattutto ha messo in evidenza una metodologia che evidentemente veniva usata da alcuni socialisti.
Di fronte a questo fatto che vedeva coinvolti personaggi importanti, rappresentativi del partito socialista e giovani che dovevano essere le speranze dei partito socialista, anche perché i vecchi ne hanno fatte di tutti i colori, mi aspettavo, come Presidente del Partito, delle dichiarazioni che non sono mai arrivate. Se i giovani partono così ne vedremo delle belle anche in futuro. Di fronte a questa cosa mi aspettavo delle azioni conseguenti. Se non altro dire che c’è stato un atteggiamento superficiale, magari farsi un attimo da parte, magari fermarsi un momento essendo giovani sarebbero con il tempo rientrati in circolo. Invece qui si è fatto assolutamente finta di niente, di nulla, si è minimizzato. Come se fosse una goliardata, una ragazzata ed io credo che sia stato un errore madornale, un gravissimo errore perché la credibilità del partito socialista si è andata a far benedire. Il partito si è ripiegato a difesa di questo fortino, quando invece cade a pezzi e credo che questo sarà il destino del Partito Socialista, anche perché ci sono dei precedenti in questo senso. Il codice etico è stato violato, già dalle prime 5-7 righe.
Quindi io di fronte a questa situazione mi sono dimesso dall’incarico di Presidente del Partito Socialista perché non era questo il partito socialista che io avevo sognavo, pensato e quindi non potevo essere presidente di un partito che agisce in questo modo. Anche perché io ho trovato moltissime analogie con quanto è iniziato nel 2002. Un processo che si è concluso nel 2005, quando io formai una corrente all’interno del partito socialista quando personaggio illustre, un segretario di stato (Stolfi ndr) era stato messo in discussione. Cominciavano ad emergere questioni relative alla trasparenza ed alla moralità. Anche in quel caso il Partito socialista non volle fare i conti con se stesso. Ed un partito di 100 anni che ha paura di fare i conti con se stesso è veramente preoccupante. Quella operazione portò poi alla ricomposizione del governo con la democrazia cristiana che noi socialisti avevamo mandato all’opposizione dopo 17 anni di governo e di presenza di Gatti alla segreteria degli esteri, insomma. Non se ne poteva più perché c’era un’instabilità da fare spavento, ed il partito socialista mandò la Dc all’opposizione. Tre mesi dopo cominciò un’operazione che poi riportò il partito socialista a rifare il governo con la Democrazia Cristiana. Ed oggi leggo che nell’ordinanza dei magistrati si dice che anche l”unificazione dei socialisti e dei democratici nel Psd segna la definitiva omologazione all’assetto politico dominante e di governo. Quindi il tutto era funzionale ad un certo tipo di discorso e chi aveva intuito che c’era qualcosa che non andava e che c’era qualcosa di politicamente improponibile nel ritornare al governo con la Dc, solo tre mesi dopo che era stata mandata all’opposizione dagli stessi socialisti, e chi denunciava determinate situazioni, senza sapere che cosa stesse succedendo nel particolare, non era seguito dai componenti del partito. Tutti andavano dietro a questi personaggi così discussi e discutibili che poi dopo abbiamo visto come sono andati a finire.
Anche allora il Partito Socialista rifiutò di affrontare i problemi del partito e anche quando c’era stato il congresso del partito socialista, come oggi, rifiutarono di far vedere agli iscritti un documento alternativo. Anche nella bocciofila se ci sono due posizioni si vede quante percentuali ci sono a favore dell’una o dell’altra.
Queste analogie mi portano a dire che la storia non insegna mai niente e che questo paese ha una memoria molto corta. Oggi che cosa è successo? Ho seguito un po’ il congresso del partito socialista, ho letto i documenti, ho letto la mozione conclusiva dove c’è scritto che bisogna operare nel cambiamento ed in maniera assurda rinominano lo stesso segretario che c’era prima, dicono la questione morale non può essere liquidata con leggerezza e superficialità e tutti quelli che erano nel video di Carrirolo hanno fatto finta di niente con tutta la dirigenza e tutti gli amici e parenti tutti a minimizzare.
Sempre nella mozione conclusiva c’è scritto che vogliono applicare un moderno riformismo con cultura di governo. Che cosa vuol dire? Il riformismo non è di governo o di opposizione. E’ riformismo. Punto e basta. Alle volte può essere di governo ed alle volte può essere di opposizione, anche se qui traspare in maniera evidente una grande voglia di governo.
Eppoi c’è la parte finale della mozione, con il piattino nelle mani. Si chiede il patto di legislatura per lo sviluppo e la ricostruzione di San Marino da condividere con le rappresentanze di maggioranza e di opposizione interessate alle riforme.
Quindi questa è la rappresentazione plastica di come avessero ragione tutti quelli che denunciavano il partito socialista che stava facendo la stampella a questo governo. Ora che si sono liberati di tutti gli oppositori, questo fatto è stato sancito nella mozione conclusiva: IL PARTITO SOCIALISTA VUOLE FARE LA STAMPELLA A QUESTO GOVERNO.
Secondo lei il Congresso è stato fatto esclusivamente per far fuori gli oppositori?
Mi sembra di si, perché rispetto a prima non è cambiato nulla. Basta che si vada a vedere la lista del nuovo direttivo. I 9 che sono stati sostituiti sono quelli di Liberamente San Marino.
Quindi analizzando queste cose, vedendo che il partito socialista va in questa direzione, oltre a dimettermi da Presidente non posso più fare nemmeno il semplice iscritto in questo partito socialista. Ed ecco perché ho aderito a Liberamente San Marino. Non ho accettato una certa situazione nel 2002, nel processo che si è concluso nel 2005 e non l’accetto certamente oggi che sono praticamente nella parte conclusiva della mia carriera politica. Farei violenza alla mia coerenza ed al mio modo di agire che ho tenuto in tutti questi anni. L’operazione che si è conclusa nel 2005 è costata in termini elettorali 10 seggi alla sinistra sammarinese in pochissimo tempo ed alla quasi distruzione dei partiti come sistema.
Ed ora ci risiamo. La stampella alla maggioranza sofferente dove non si muove nulla, la tela di Penelope della verifica lo sta a dimostrare e fa ridere i polli. In questa falsa verifica uno fa finta di essere più duro e più deciso però non si muove nulla perché qui se si muove uno spillo il castello di argilla cade rovinosamente.
Questo riavvicinamento del partito socialista con il Psd, che ha ostacolato in tutti i modi la rinascita del partito socialista, somiglia molto all’incontro tra socialisti e democratici del 2005, che per nascondere le loro debolezze si sono messi assieme ed ora sta succedendo la stessa cosa: ci si mette assieme per nascondere le proprie debolezze.
Ecco perché io aderisco a Liberamente San Marino. Il movimento mi sembra che abbia preso una strada giusta a testa alta e con la schiena dritta ed io penso che si debba fare un’opposizione seria, decisa e puntuale. Non è stare proni e genuflessi che si fa l’interesse del paese. Si può fare l’interesse del paese combattendo strenuamente un governo che ci sta portando alla rovina.
Mi auguro che Liberamente San Marino tiri fuori la forza di stimolare tutte le forze politiche che si ritrovano almeno su un comune denominatore.
Ce la facciamo a fare questo?
IL GOVERNO DEVE ANDARE A CASA PERCHE’ STA PROVOCANDO DEI DANNI INENARRABILI A QUESTO PAESE.
Quindi senza guardare tanto lontano alle prossime coalizioni per le elezioni, io credo che sia necessario andare a sondare il terreno per vedere se si trovano delle forze stanche di questa situazione e pronte a cercare di mandare a casa questo governo il prima possibile.
I sammarinesi non facciano l’errore che hanno fatto nel 2002 lasciando soli le persone oneste.
Cerchino di stringersi attorno a questi ragazzi coraggiosi che invece cercano di combattere una battaglia di cui credo i sammarinesi dovrebbero essere grati. Vi assicuro, per esserci già passato, non è facile portare avanti una battaglia del genere. E’ molto più facile stare nel gregge, al riparo, prendere prebende perciò questa è una questione di carattere.
Ci pensino i sammarinesi prima di perdere questa occasione.
Augusto Casali.
*trascrizione della registrazione dell’intervento di Augusto Casali nella conferenza stampa di Liberamente San Marino del 12.03.2015