Almeno cinque serbatoi di greggio stanno bruciando nei pressi dei porti di Sidra e Ras Lanuf, i principali terminal petroliferi della Libia in Cirenaica dopo i violenti combattimenti fra miliziani dello Stato islamico e guerriglieri tribali di Ibrahim Jodran che difendono il terminal petrolifero. Lo ha riferito ai media Ali al Hassi, portavoce delle guardie poste al controllo dei porti Ras Lanuf ed es Sidra precisando che negli scontri degli ultimi due giorni sono morti nove militari e oltre 40 sono rimasti feriti negli ultimi due giorni nella zona.
Secondo Hassi l’attacco stanno interessando quattro serbatoi ad es Sidra e uno Ras Lanuf. Mohamed al Manfi, un funzionario petrolifero nell’area della Libia orientale ha dichiarato che ciascuno dei quattro serbatoi di es Sidra continue dai 420 mila ai 460 mila barili di petrolio. I due terminal sono stati chiusi nel dicembre 2014 proprio a causa di possibili scontri data la loro posizione fra la città di Sirte, controllata dallo Stato islamico, e quella orientale di Bengasi.
In una nota stampa, Sanalla Mustafa, presidente della National Oil Corporation (Noc) di Tripoli, ha dichiarato di sperare che la situazione di violenza «possa condurre tutte le fazioni politiche libiche a comprendere la gravità delle minaccia» rappresentata dallo Stato islamico. «Abbiamo bisogno di unire le nostro forze contro questo nemico comune, non domani o la prossima settimana, ma ora», ha dichiarato il funzionario.
Da diversi giorni i miliziani di Isis stanno tentando di raggiungere Sidra. Secondo quanto riferiscono i media libici, i jihadisti stanno combattendo una violenta battaglia intorno alla fabbrica al Hindia, che si trova a metà strada fra Sidra e Ben Jawad. Lo Stato islamico ha fatto partire l’offensiva lo scorso 3 gennaio, muovendo una colonna di uomini da Sirte, la loro roccaforte, per poi occupare il porto di Ben Jawad, mettendo in pericolo la popolazione della vicina città di Ras Lanuf, situata a circa 30 chilometri da As Sidra. Proprio Ras Lanuf ospita una raffineria di petrolio, un complesso petrolchimico, gli oleodotti di Defa-Ras Lanuf, Amal-Ras Lanuf e Messla-Ras Lanuf.
Il terminal di Sidra è controllato dalle milizie libiche del capo tribù della Cirenaica, Ibrahim Jodran, mentre i terroristi sostengono di aver occupato la città di Ben Giauad, a soli 25 chilometri a ovest di Sidra e circa 150 chilometri a est di Sirte, roccaforte dei jihadisti e città natale dell’ex colonnello Muhammar Gheddafi. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite risalente a metà novembre, lo Stato islamico conta tra i 2.000 e i 3.000 combattenti in Libia. Nonostante i ripetuti attacchi contro le installazioni petrolifere in Libia, il rapporto afferma che lo Stato islamico non avrebbe «la capacità di conquistare, mantenere e gestire i campi petroliferi e le raffinerie del paese», si legge nel rapporto. Al contrario, l’Alleanza atlantica ha dati preoccupanti sulla Libia, dove lo Stato islamico starebbe consolidando le sue posizioni.
Il Messaggero