L’impazienza e le mete utopiche: la verità negli “occhielli” di Di Maio

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  • La scrittura, dice Erich Fromm, può essere concepita come un’espressione di stati psichici. In questo senso essa esplora l’intera personalità, cognitiva, affettiva e temperamentale.

    Dalla firma e dalla scrittura di Luigi Di Maio emergono elementi contradditori che non gli permettono una serena obiettività. Il grafismo veloce, con note d’impazienza e con gli occhielli aperti nelle lettere ”o”, denuncia un vissuto carico di esperienze emotive-affettive non sempre gratificanti.

    Le pretese eccessive di cui si carica possono creargli frustrazioni che lo rendono incontentabile e sempre alla ricerca di qualcosa che possa fargli superare i sentimenti d’inadeguatezza vissuti nel passato (spazio eccessivo tra le righe e tra una parola e l’altra).

    Lo spirito di collaborazione, la comunicativa e l’idealismo (vedi firma con lettere allungate in alto) esprimono il desiderio di voler ottenere a tutti i costi riscontri positivi e gratificanti la propria immagine.

    La scrittura indica anche uno stato di agitazione tensiva, che potrebbe creare qualche problema d’impazienza all’attuale Ministro degli Esteri, mettendo in risalto la voglia di raggiungere mete utopiche. Così facendo punta tutto sulla propria persona ignorando la timidezza e quegli elementi d’insicurezza che invece caratterizzano la sua psiche.

    Egli difficilmente è disposto a lasciare ciò che con fatica è riuscito ad ottenere con la sola forza di volontà (vedi firma poco chiara), ma è anche molto attento a non fare mosse che possano penalizzarlo nel tempo.

    Egli crede fermamente in ciò che afferma, poiché nella scrittura non si notano indicatori di falsità. Deve solo saper mediare tra ciò che è frutto di idealismo e ciò che è reale e quindi realizzabile.


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