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  • L’impegno all’impotenza della politica. … di Sergio Pizzolante

    L’impegno all’impotenza della politica.
    Quel che succede nel mondo sembra complicato ma è semplice. Semplicissimo.
    Ci sono potenze e poteri che si rafforzano e altri che si indeboliscono. Semplice.
    L’America riconsegna le donne afgane ai talebani, rinunciando al suo ruolo nel mondo e allora Putin pensa di potersi prendere l’Ucraina. E Xi Taiwan e l’Africa magari.
    In politica i vasi comunicano in senso opposto.
    Non si livellano, se uno scende l’altro sale.
    Se uno sale l’altro cerca il modo per salire ancora più in alto.
    Le potenze statuali autoritarie, dalla Cina alla Russia tornano agli imperi? Gli USA tornano al colonialismo.
    I dittatori sono veloci a decidere? Allora Trump firma centinaia di ordinanze in un giorno. Vi faccio vedere io. Velocissimo.
    E siccome per far diventare colonie la Groenlandia o Panama sarebbe disdicevole fare la guerra( lui è…un pacificatore!), allora col club dei multimiliardari cercherà di comprarsele.
    Ecco, non so se ho reso l’idea.
    Veniamo nel nostro cortile.
    In Italia il vaso della politica da trent’anni scende e altri vasi salgono. Da Tangentopoli e’ così.
    Meno conta la politica più contano le procure e i tribunali e le burocrazie e i poteri finanziari. E quelli mediatici, che dipendono da quelli finanziari.
    L’elettore pensa di votare qualcuno per contare e quello conta niente. Perché contano gli altri. E quindi non vota. Ormai in maggioranza l’elettore non vota. Perché inutile.
    Il paradosso è che l’impegno della politica a non contare e’ bypartisan.
    La politica senza i soldi del finanziamento pubblico, il riequilibrio dei poteri costituzionali col ripristino dell’immunità parlamentare e senza riforma della giustizia, sarà sempre subordinata. Il vaso più basso. Impotente.
    E’ come il moribondo che non vuol prendere i sali, come l’impotente che non vuole il viagra, come il ciclista che non ripara la catena, l’automobilista che non accende il motore.
    Il mio amico Francesco Verderami lo ha scritto sabato scorso. Ha descritto il moribondo che sa, in Transatlantico, che bisogna prendere i sali, e che però non sa portarli in Aula.
    Lo sanno anche a sinistra. Ancor più a sinistra.
    Fu la sinistra, Togliatti in testa, a volere l’immunità parlamentare per difendere la politica e la democrazia da altri poteri, fu la sinistra a volere il finanziamento della politica e lo stipendio per i parlamentari per non far dipendere la politica dai miliardari e dal censo.
    Lo sanno a sinistra. Ma dicono il contrario.
    Lo sanno anche a destra. Ma dicono il contrario.
    Verderami lo scrive, sul Corriere, ma non succede niente.
    Gli impotenti, soprattutto quelli di sinistra, continuano a girare alla larga dalle farmacie.
    E se qualcosa succede a destra( separazione delle carriere dei magistrati), loro proprio non riescono ad uscire dalla sindrome di Tafazzi.
    Perché, pensano di avere così in mano il bastone, senza rendersi conto che il punto di impatto del bastone è anche loro.
    Sergio Pizzolante