Lionello Mancini – Il sole 24 ore – ancora su San Marino

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  • Fmi: molto preoccupati per lo scontro a San Marino Lionello Mancini
    Inchieste. «Incomprensibile l’azzeramento della banca centrale»

    Il Fondo monetario internazionale è «profondamente preoccupato» per il violento scontro istituzionale che scuote uno stato membro, forse uno dei più fragili, la Repubblica di San Marino. Da qualche mese, infatti, il governo di San Marino è partito all’attacco della sua Banca centrale (Bcsm), fino a licenziare (4 febbraio) il capo degli ispettori Stefano Caringi, provocando così le dimissioni del presidente Biagio Bossone e del direttore generale Luca Papi (9 febbraio). Fonti di Washington anticipano il senso di una forte irritazione perla decisione del governo del Titano, ritenuta «incomprensibile», perché «ufficialmente basata su motivi di scarso rendimento del dipartimento di Vigilanza. I nostri dati dicono che Bcsm ha avuto un ruolo cruciale di propulsione sul terreno nel rinnovamento del settore finanziario». Secondo l’Fmi, inoltre, «la decisione del governo ha paralizzato l’azione della banca centrale proprio in un momento in cui le riforme andavano accelerate». Una paralisi «inammissibile». E la conclusione non allude a niente di buono, perché ora l’Fmi vede «a rischio la credibilità del processo stesso di riforma e la reputazione delle autorità finanziarie del paese», perciò la Repubblica deve «riparare i danni», ricostruendo al più presto «reputazione e credibilità».
    Infatti, nelle stesse ore in cui l’Fmi discute a Washington, il Parlamento del Titano è riunito per esaminare la situazione e cercare nuovi nomi da insediare al vertice della banca centrale mentre, per la prima volta nella sua storia, il governo ha chiesto alla magistratura di indagare sulle affermazioni di Bossone e Papi i quali, nella loro lettera di dimissioni, hanno denunciato pressioni, ostacoli e ingerenze della politica proprio nei compiti di Vigilanza.
    Tanto per indicare il clima, nei giorni scorsi i Capitani reggenti hanno chiesto per lettera (segreta) ai dimissionari di fornire ragguagli sulle denunce di intromissione della politica; i ragguagli sono messi nero su bianco in una lunga lettera (segreta) di risposta; ma in questa missiva, i nomi di ministri, banche e società sono in codice e la legenda è contenuta in una busta sigillata nelle mani della sola Reggenza. Le lettere sono state lette ieri pomeriggio in Consiglio grande e generale, riunito per non sbagliare in seduta segreta.
    insomma, la sola idea che dal Titano possa trapelare qualcosa sulla vicenda governo-Bcsm agita un po’ tutti i sammarinesi. Proprio come la possibilità che anche Bossone e Papi possano essere chiamati a testimoniare dalla Procura di Forlì che indaga su Delta-Cassa di San Marino, proprio come accadde il 6 ottobre con grande scandalo dei sammarinesi al defenestrato Caringi. D’altra parte, si tratta di manager italiani, soggetti alle leggi e alle procedure giudiziarie italiane.
    Il capogruppo consiliare del Psd, Claudio Felici, sintetizza così i timori dell’opposizione: «Allontanare Caringi e dunque azzerare il top management di Banca centrale è frutto di un’accelerazione molto sospetta e di una linea mai annunciata al Consiglio. O il segretario alle Finanze non ha tenuto conto dei rischi di conflitto con Bcsm e, quindi, con Banca d’Italia; oppure l’ha cercato apposta». Ma perché?