Lite sulla cannabis, Salvini rompe il tabù: “Il governo può cadere”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

È scontro sui cannabis shop. Il ministro dell’Interno: “Li chiuderemo”, Grillo: “Non vendono droga”. E ora si evoca la crisi.

Da una parte “non si esclude la legalizzazione” della cannabis, dall’altra si chiede la chiusura dei negozi che la vendono (seppur senza principio attivo).

Archiviato – per ora – il caso Siri, nel governo scoppia una nuova lite, stavolta sulle droghe leggere. E forse per la prima volta un membro dell’esecutivo evoca la caduta del governo stesso.

Da domani stesso darò indicazione a tutti i responsabili della pubblica sicurezza delle forze dell’ordine di andare a controllare uno per uno, con l’obiettivo di chiuderli tutti i presunti negozi turistici di cannabis, che per quanto mi riguarda vanno sigillati perché sono un incentivo all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti“, ha annunciato oggi Matteo Salvini che apre un nuovo fronte nella guerra alla droga. “Ce ne sono più di mille al di fuori di ogni regola e di ogni controllo”, ha spiegato il vicepremier e ministro dell’Interno, “Identico approccio avrò per tutte le iniziative di feste delle cannabis in giro per l’Italia. L’ultimo scempio è avvenuto nella mia Milano, ma so che ci sono iniziative in programma a Pisa e a Torino. Chiederò che siano vietate tutte. Lo Stato spacciatore non è lo Stato di cui faccio il ministro“.

Parole che hanno però irritato la grillina Giulia Grillo, che in un’intervista al Corriere ha ricordato come “le concentrazioni di Thc” in questi prodotti siano “bassissime”. “Non bisogna dare informazioni sbagliate: nei canapa shop non si vende droga”, ha assicurato il ministro della Salute, “Vorrei ribadire che in Italia non si vende la droga libera, come alcuni affermano”.

E Salvini – forse per la prima volta da quando Conte è a Palazzo Chigi – evoca la crisi. “Sulla lotta alla droga, sì, il governo può cadere“, ha detto a Otto e Mezzo su La7, “Tra il fascismo che non c’è e la droga che c’è preferisco combattere la droga. Non vendono cannabis? Certo, allora vendono margherite, o la torta pasquale di mia nonna”. Poi ha ribadito: “Se qualcuno pensa di trasformare lo Stato in uno spacciatore, avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile. Il governo non è e non sarà mai in discussione per qualche poltrona in più o in meno, ma sulla tutela della salute dei nostri figli e sulla lotta ai venditori di morte non negoziamo”. Il Giornale.it

  • WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com