Lo chiamano J.R. di San Marino…

La vittima della sexy-estorsione è un sessantenne romagnolo, è un ricchissimo concessionario d’auto nella Repubblica di San Marino. Una bella e procace ragazza di 25 anni, nome straniero e cittadinanza italiana, dipendente di una ditta che faceva le pulizie e che aveva lavorato in passato per la vittima. E’ lei – secondo una delle ordinanza di arresto – la donna che compare nel video da 160 mila euro: quello che riprende le performance erotiche dell’imprenditore sammarinese di 60 anni.

P.R. le iniziali di quest’ultimo, titolare di una catena di concessionarie Volkswagen: è l’uomo più ricco di Romagna come lo definiscono i suoi concittadini tanto da averlo battezzato J.R. (il protagonista della soap opera “Dallas”). L’uomo, sposato e con figli, avrebbe ricevuto una prima richiesta estorsiva di denaro di 500 mila euro per ritirare dalla circolazione il video, richiesta a cui non avrebbe dato peso; una successiva di 600 mila euro e una terza di 400 mila.

P.R. ha finto di accettare avvertendo in realtà la Guardia di Finanza e facendo così scattare la trappola che ha portato in manette a Treviso Adele Giordano e il marito Alfonso Romano e a San Marino gli imprenditori Alessandro Agostino della Titan Lampo (la ditta di pulizie) e Massimo Micheloni. Quest’ultimo, fratello del presidente dell’Ordine degli avvocati di San Marino, è finito più volte nei guai: per una truffa a base di finto champagne (era trebbiano frizzante), per una società con Fabrizio Corona e per un rapimento fasullo.

Ma che rapporti c’erano tra Micheloni e P.R.? «Nessuno – assicura l’avvocato della vittima, Alessandro Petrillo – Non l’ha mai neppure visto di persona. Il mio assistito è una persona molto facoltosa, questo spiega il ricatto». La Procura di Treviso, nel provvedimento di arresto, ha fatto riferimento a «documenti compromettenti sul piano industriale e fiscale» che potrebbero aggiungersi ai video hard. Il legale della vittima esclude però qualsiasi rapporto d’affari tra P.R. e Micheloni.

L’avvocato Federico Ercolani deve invece ancora incontrare Micheloni, suo assistito: l’autorità giudiziaria sanmarinese – che ha ricevuto ieri gli atti dalla Procura di Treviso – ha proibito fino a questo momento gli incontri tra gli arrestati e i legali. Gli interrogatori ci saranno entro giovedì. La sola richiesta trapelata dal carcere dei Capuccini è quella di farmaci per la pressione di Micheloni.

La Tribuna di Treviso

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