Lombardi e Piva costretti a risarcire la Regione Emilia Romagna. Spese pazze, la Corte dei Conti condanna i due ex consiglieri

Il processo penale è in corso. Ma intanto la Corte dei Conti li ha già condannati. E fra gli ex consiglieri regionali chiamati a restituire i rimborsi ottenuti dalla Regione per varie spese figurano anche i riminesi Marco Lombardi e Roberto Piva. Nel mirino dei giudici in particolare ci sono le spese rimborsate nel corso del 2012.
A Lombardi venivano contestati i 39.669 euro ottenuti dalla Regione per cene e pranzi di rappresentanza, eventi, convegni, e perfino per le agendine regalate a «personalità». Nella lista dei vari rimborsi anche taxi, viaggi in autostrada, giornali e pernottamenti in hotel. Spese che l’ex di Forza Italia Lombardi aveva messo sul conto della Regione, perché riconducibili a suo dire alla sua attività come consigliere regionale. Per la Corte dei Conti non ci sono dubbi: «mancano i presupposti idonei a giustificare la spesa». Quelle spese, secondo i giudici, non avevano nulla a che fare con l’incarico di consigliere regionale, e dunque non potevano essere rimborsate. Inoltre la Corte fa notare come per molte spese manchi «l’adeguata documentazione» da parte di Lombardi. E per 780 euro di spese di consulenza «non viene indicato neppure il nome». I giudici, concedendo uno sconto del 15%, hanno deciso così di condannare Lombardi a risarcire alla Regione, insieme all’ex capogruppo Villani, una somma pari a 33.719 euro, e anche gli interessi maturati dalla fine del 2012 e le spese legali.
Più bassa la somma che dovrà restituire alla Regione l’ex consigliere del Pd Roberto Piva. Nel suo caso la Corte dei Conti contestava spese per 9.682 euro. Di questi, 1.356 euro riguardano la spesa sostenuta da Piva per acquistare giornali che, si è difeso lui, servivano alla sua attività istituzionale. Ma Piva non ha rendicontato e motivato a dovere questa spesa. Altri 6.831 euro riguardano pranzi e cene, e Piva, recita la sentenza, «si è limitato a indicare una generica quanto scarsamente dimostrata attività di partecipazione a convegni e incontri vari», senza motivarne a sufficienza la necessità di prendervi parte come consigliere. Per lui il conto finale, da pagare insieme all’ex capogruppo del Pd Monari, ammonta a 8.230 euro, più gli interessi e le spese legali. Il Resto del Carlino