Lombardia, piano “totale”: fiale a clochard e irregolari

Tocca agli homeless, ai «senza tessera» e anche agli immigrati irregolari. Mentre apre alle prenotazioni dei 40-49 anni (avviate stanotte) e mentre continua a vaccinare le altre fasce di età, la Lombardia comincia a preparare i prossimi «step» della campagna.

E fra i prossimi step c’è l’allestimento di una copertura vaccinale anche per coloro che non hanno (ancora) una tessera sanitaria italiana, o un regolare indirizzo. Lo ha reso noto ieri il vicedirettore all’assessorato al Welfare Marco Salmoiraghi intervenendo in commissione sanità al Pirellone.

La Regione si fa vanto di aver corso parecchio in queste ultime settimane, e continua a chiedere al governo un approvvigionamento più consistente di dosi per continuare a correre. Si tratta adesso di allargare ulteriormente la copertura. E una volta partite le vaccinazioni delle restanti fasce d’età, la Regione, in collaborazione con associazioni di volontariato, andrà a «cercare» queste categorie particolarmente fragili e delicate.

Dai primi di giugno quindi, avvierà la vaccinazione dei soggetti fragili privi di assistenza sanitaria «regolare», come persone senza fissa dimora e stranieri sprovvisti di documenti. Considerata la difficile reperibilità di molte di queste persone – ha spiegato Salmoiraghi – Palazzo Lombardia è oriento a privilegiare la vaccinazione con «Johnson & Johnson», quindi prodotto monodose che consente una calendarizzazione più semplice, come indicato dal commissario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

Il governo ha dato nei giorni scorsi questa indicazione. E già a ottobre, con un’interrogazione, il consigliere Michele Usuelli (Più Europa) aveva sollevato il problema di una gestione delle persone estremamente fragili e irregolari in tempo di pandemia. E ieri Usuelli ha rivendicato il risultato: «L’assessore Moratti – ha detto – ci aveva risposto confermando che per legge la vaccinazione deve essere offerta a tutte le persone presenti in Italia. Persone e non solo cittadini». Anche il Pd si mostra molto soddisfatto della novità: «Scelta sacrosanta» commenta l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino. Di parete opposto la ex vicepresidente Viviana Beccalossi (oggi Gruppo misto): «Un autentico schiaffo a tutti coloro che pazientemente stanno attendendo in coda il loro turno» lo definisce. Ma per la Lega, che getta acqua sul fuoco, è solo la conferma che la Lombardia è «la prima della classe». E il presidente della commissione Sanità, Emanuele Monti, spiega che si tratta di «sanare tutte quelle situazioni di distorsione del sistema informatico che rischiavano di ritardare la vaccinazione per coloro che non hanno la tessera del servizio sanitario nazionale, perché residenti all’estero, come il personale viaggiante delle compagnie aeree».


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