L’Ong “Open Arms” scappa da Salvini. E fa rotta verso la Spagna

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La decisione della Ong spagnola Open Arms dopo le accuse di ieri contro Tripoli e Roma.

Ieri accusavano la Libia e l’Italia di aver fatto morire affogate una madre e un bambino, pubblicando immagini choc che hanno fatto parlare il mondo.

E oggi scappano da Salvini, preferendo la Spagna per attraccare la loro nave.

È la stessa Open Arms a confermarlo. La decisione di “indirizzare le nostre navi verso le coste spagnole“, scrivono infatti in un comunicato, è stata presa dopo aver valutato i “fattori critici” di un possibile sbarco in Italia. E il primo dei “pericoli” è rappresentato dalla presenza nel governo di Matteo Salvini, che ormai sembra esser diventato per le Organizzazioni non governative come l’aglio per i vampiri.

Facciamo un piccolo passo indietro. Ieri l’Ong spagnola imputava al Belpaese di essere “complice” dei guardiacoste libici, definiti “assassini arruolati dall’Italia“. L’immagine di una donna e un bambino riversi su una tavola galleggiante in mezzo al mare sarebbero state, secondo Oscar Camps, la prova della decisione della Marina di Tripoli di affondare “l’imbarcazione perché non volevano salire sulle motovedette libiche“. Ma sia il Viminale che due testimoni smentiscono questa ricostruzione.

A dire il vero, anche la versione fornita oggi da un altro esponente di Open Arms, Riccardo Gatti, è meno diretta di quella del fondatore di Proactiva: “Non riusciamo a spiegarci – ha detto il volontario a Internazionale – cosa sia successo, perché abbiamo trovato i resti di un gommone affondato, due morti e un sopravvissuto“. E pure la versione ufficiale della Ong parla di “probabile dinamica”, annacquando dunque le certezze twittate ieri da Oscar Camps.

Lo scontro tra Proactiva e il Viminale è – ovviamente – solo all’inizio. Il reportage della giornalista tedesca che era a bordo della motovedetta libica sarà mandato in onda venerdì. Solo allora sapremo cosa ha visto. Ma intanto l’Ong, invece di approdare a Catania come proposto dal Viminale, ha preferito girare il timone e puntare verso la Spagna.

Di certo l’Italia non si opporrà. A colpire è però la motivazione che ha spinto Proactiva verso Madrid.“La richiesta – spiega l’Ong in un comunicato – nasce dalla considerazione che l’ipotesi di approdare in un porto italiano presenta comunque molteplici fattori critici“. Il mare mosso? Macché: “Il primo – dicono – è costituito dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, che ha definito ‘bugie e insulti’ la documentazione da noi offerta attraverso la pubblicazione delle tragiche immagini dell’area di mare dove è avvenuta l’operazione condotta dalla Guardia Costiera libica“. Inoltre, per Proactiva “risulta incomprensibile perché la disponibilità iniziale ad accogliere la donna in stato di grave ipotermia non sia stata accompagnata dalla stessa disponibilità per i due cadaveri ritrovati“. Infine, il terzo motivo che la tiene lontano dalla Sicilia è “il reiterato annuncio di una sorta di contro inchiesta o contro versione rispetto alla probabile dinamica dei fatti accaduti lunedì sera“, fatto che secondo l’Ong metterebbero a repentaglio “la tutela della donna sopravvissuta e della sua piena libertà di rendere testimonianza in condizioni di tranquillità e di sicurezza“.

Scelte legittime, per carità. Ma Salvini ha un dubbio e lo rende pubblico sulla sua pagina Facebook: “Non sarà che hanno qualcosa da nascondere?”.

 

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