Lontano dalla gente di Alberto Chezzi

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  • Nel Paese molti cittadini intervengono sui mezzi di informazione locali in merito alle difficoltà che sta incontrando il paese.Giustamente.Tutto questo è un indice di democrazia ma è anche un sintomo di malessere e di perdita di credibilità della nostra classe dirigente.All’interno ed all’esterno del Paese.E’ sicuramente facile attribuire tutte le colpe indistintamente alla classe politica pur non appartenendo al mondo della politica.E’ altrettanto facile presentare ricette di tutti i tipi per la soluzione dei problemi pur non avendo responsabilità di governo.E’ però anche vero che, la politica ha le sue colpe.Non ha saputo rinnovarsi.Negli uomini e nelle idee.Gli attori della vita politica, sociale ed economica sono più o meno gli stessi da oltre venti anni ed assomigliano sempre di più ad un’oligarchia che ha avuto il sopravvento sulla democrazia.Per la gente è incomprensibile l’accanimento e la guerra, anche mediatica che l’Italia oramai quotidianamente fa a San Marino.E’ questa però la conferma della perdita di credibilità come interlocutori, agli occhi dell’Italia, di una classe politica oramai consumata nel perseguire interessi che non sono sempre quelli della collettività.Non si giustifica più il fatto di come, in un momento di grande difficoltà del Paese, non ci si riesca ad accordarsi politicamente sulle scelte di base, per aiutare la Repubblica ad uscire dalle “secche”, pur nel rispetto dei propri ruoli.Rinnovamento soprattutto nelle idee, non solo negli uomini, affinché il nuovo che sostituisce il vecchio non sia la brutta fotocopia di quello che c’era prima, nel segno della trasparenza nell’operato e negli intenti.Vi è nel governo del Paese anche la necessità di aprirsi al contributo della società civile in senso lato.Non necessariamente a tecnici puri.Questo se si vuole che la politica si riavvicini alla gente.

    Alberto Chezzi