La Commissione Juri del Parlamento Europeo ha espresso parere favorevole alla revoca dell’immunità per l’eurodeputato Matteo Ricci, specificando esplicitamente l’assenza di alcun intento persecutorio alla base dell’inchiesta Affidopoli. Il fascicolo, che coinvolge l’ex primo cittadino pesarese raffigurato nei recenti aggiornamenti sul caso, si appresta ora ad affrontare il passaggio decisivo nell’emiciclo europeo.

Il parere della Commissione Affari Giuridici
Il pronunciamento della commissione parlamentare chiarisce in modo inequivocabile che l’indagine condotta dalla Procura di Pesaro non cela finalità persecutorie nei confronti dell’esponente politico. L’organo europeo ha motivato la propria decisione evidenziando come i fatti contestati risalgano a un periodo antecedente all’elezione di Ricci al Parlamento Europeo. Di conseguenza, l’immunità non può essere considerata un privilegio personale applicabile a questa specifica circostanza. La richiesta di procedere era stata formalmente depositata dai magistrati marchigiani lo scorso otto giugno, con l’obiettivo primario di ottenere l’autorizzazione per esaminare le conversazioni telefoniche e telematiche dell’indagato, focalizzandosi in modo particolare sui messaggi scambiati con Massimiliano Santini.
Il voto in plenaria
La ratifica definitiva è ora demandata alla sessione plenaria del Parlamento Europeo, con la votazione calendarizzata per il sei ottobre nella fascia oraria successiva a mezzogiorno. Qualora l’assemblea dovesse confermare la proposta della commissione Juri, la deliberazione verrà tempestivamente notificata alle autorità italiane competenti e al diretto interessato, permettendo alla Procura di proseguire gli accertamenti con pieno accesso al materiale probatorio finora precluso.
L’europarlamentare aveva già manifestato a più riprese la propria disponibilità a rinunciare allo scudo parlamentare per accelerare le tempistiche giudiziarie e agevolare il lavoro degli inquirenti. L’indagato ha sempre respinto con fermezza ogni addebito, dichiarandosi totalmente estraneo alle ipotesi di concorso in concussione e peculato formulate nell’ambito dell’inchiesta sugli affidamenti comunali.









