L’ultima battaglia della sinistra: i cinghiali

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  • Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l’altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori “l’altro”. Il parlamento è il nuovo Squid Game.

    Mancano solo due giorni al Santo Natale e la politica è al lavoro. Strano ma vero. Chi lo avrebbe mai detto? Tutti i parlamentari piegati sui faldoni a studiare la manovra. La prima del governo di centrodestra.
    Tutti… insomma, qualcuno. Giorgia Meloni esulta, le opposizioni meno. Molto meno. I partiti di minoranza, insieme ai soliti giornaloni di sinistra, sono lì pronti a fare le pulci su tutto. Ad inventarsi divisioni e liti feroci tra alleati.

    Reddito di cittadinanza smontato; App18 modificata; bonus (fino a 1500 euro) per lo psicologo; quello per i mobili; la tassa di soggiorno per i paesi turistici potrà arrivare fino a 10 euro; aumento delle pensioni minime a 600 euro come voluto da Silvio Berlusconi; aiuti ad imprese e famiglie e la caccia al cinghiale. La commissione Bilancio della Camera ha infatti dato il via libero all’emendamento alla manovra che apre alla possibilità di abbattimenti di “fauna selvatica” per motivi di sicurezza stradale anche in aree protette e in città. “I cinghiali che saranno abbattuti” – nell’ambito della misura inserita in manovra sulla caccia in città – “saranno sottoposti ad analisi igienico-sanitarie e in caso negativo saranno destinati al consumo alimentare”, si legge nel documento. Ma la sinistra non ci sta. Ogni motivo è buono per attaccare. “Disumano”, è il commento di alcuni parlamentari.

    Nella buvette di Montecitorio non si parla d’altro che dei cinghiali. Ed è su quello che punta la sinistra. Sì, sui cinghiali. È lì che vogliono colpire. Ne abbiamo parlato con il deputato Manlio Messina di Fratelli d’Italia. La proposta è la loro. Ascolta l’intervento di Manlio Messina nel podcast.

    C’è chi come Angelo Bonelli dei Verdi difende a spada tratta il “povero animale”. Lo abbiamo intercettato fuori dal Palazzo. “Daremo battaglia in Parlamento – minaccia l’ecologista – ma il nostro esposto all’Unione Europea è già pronto perché siamo convinti che l’Italia sarà messa in mora con l’avvio di una procedura d’infrazione contro il governo italiano. È vergognosa l’arroganza con la quale la maggioranza di destra ha proceduto a fare approvare l’emendamento tenendolo nascosto fino alle 6 del mattino per poi presentarlo all’ultimo momento. Il partito di Giorgia Meloni ha utilizzato la finanziaria per lanciare l’aggressione alla biodiversità e alla fauna del nostro Paese: vergogna”. Spariti dai radar i piiddini. Chiusi nella sede in via del Nazareno a progettare il futuro dopo i sondaggi in calo. In netto calo. Chissà se la caccia al cinghiale li farà salire di mezzo punto. Sicuramente saranno felici tutte le buone forchette delle tagliatelle al ragù di cinghiale. Un piatto irrinunciabile, soprattutto a Natale.


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