L’ultimo allarme dalla Libia: 800mila sono pronti a partire

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Al Sarraj: “Un esercito di migranti pronto a partire. Il mio governo da solo non può fermare questi flussi. L’Ue ci aiuti”

Ad intervenire sulla questione migranti, è anche il premier libico Fayez Al Sarraj. Dalla Libia ultimamente partono più barconi, anche se complessivamente la rotta che fa perno sul paese nordafricano risulta drasticamente ridimensionata rispetto agli anni passati. Ma oltre al discorso che riguarda l’attuale impotenza a fermare del tutto i clan che gestiscono il traffico di esseri umani, contro la Libia il dito viene puntato per le condizioni in cui versano i migranti all’interno dei centri presenti nel paese. Ed ecco perchè, in visita in Austria, Al Sarraj chiarisce alcuni aspetti in merito queste vicende.

“Un esercito di migliaia di migranti pronti a partire”

Ad una specifica domanda posta durante la conferenza stampa tenuta lo scorso lunedì a Vienna, assieme al presidente austriaco Alexander Van der Bellen, Al Sarraj inizia ad illustrare alcuni numeri con l’obiettivo di dare una determinata idea dell’attuale situazione in Libia sul fronte dei migranti. In particolare, secondo il premier del governo riconosciuto dall’Onu, nel suo paese sono presenti 800mila migranti irregolari: “Ma solo 20mila si trovano all’interno dei centri gestiti dal governo”, chiarisce Al Sarraj. I migranti proverrebbero, in gran parte, dal Sahel: ancora una volta è il Niger il luogo privilegiato di transito, a dimostrazione che i confini meridionali della Libia si mostrano del tutto incontrollati. Nigeria, Burkina Faso, Mali e lo stesso Niger sarebbero i paesi maggiormente coinvolti nel flusso di persone che ogni settimana riesce a raggiungere la Libia.

Ciò che maggiormente colpisce nelle parole del premier riportate dal The Libya Observer, è l’enorme sproporzione tra il numero di migranti presenti in Libia e quelli realmente accuditi all’interno dei campi profughi. Come detto, 20mila si trovano nei centri del governo, degli altri 780mila non si sa nulla o quasi. Si troverebbero sparsi tra altri centri libici, gestiti da organizzazioni malavitose e dagli stessi trafficanti di esseri umani. Nel ribadire l’alto numero di migranti irregolari presenti in Libia, Al Sarraj vuole far sottintendere che il suo governo, già alle prese con la precaria situazione interna, da solo non può far molto. E che dunque, tra gli 800mila presenti nel suo paese, molti di loro potrebbero salpare verso l’Europa già nei prossimi mesi.

“Europa ipocrita”

Sul tema dei migranti il premier libico ritorna poi, sempre durante il suo viaggio istituzionale a Vienna, nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia austriaca Apa. Qui Al Sarraj si mostra ancora più duro nei confronti del vecchio continente e soprattutto contro chi accusa la Libia per i maltrattamenti subiti dai migranti nei centri di detenzione: “L’Europa è ipocrita – dichiara Al Sarraj – La critica dei paesi europei è inaccettabile. Il mio governo da solo non può affrontare il problema”.

“Piuttosto che criticarci – rincara poi Al Sarraj durante l’intervista – Sarebbe bene che i paesi europei preoccupati per le condizioni nei centri ci diano una mano a gestirli oppure a rimpatriare coloro che sono presenti. Da soli, come Libia, non possiamo fare molto”. Al Sarraj dunque respinge le accuse ed invoca un aiuto per mettere fine all’attuale situazione. Da anni sono note le condizioni dei migranti in molti centri, ma di altre strutture non si sa nulla. Tutto ciò è figlio del caos generato in Libia con la caduta di Gheddafi: da allora, molte bande criminali sfruttano il traffico di esseri umani per arricchirsi e, approfittando dell’assenza di uno Stato vero e proprio, riescono a controllare parti di territorio in cui vengono costituite basi logistiche che rendono difficile la persecuzione dei propri affari criminali. Tutto questo è ben noto, tanto a Tripoli quanto nel versante europeo del Mediterraneo. Eppure, tra le due sponde del Mare Nostrum, si continua a litigare e, soprattutto, a non agire.

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