M5S, ecco la chat che inchioda Giulia Sarti e le pressioni di Casalino

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Ora la verità sui rimborsi della grillina Giulia Sarti salta fuori grazie alle conversazioni tenute nella chat di Telegram che l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche ha consegnato ai magistrati di Rimini.

Bugie e truffe a Cinque Stelle. Ora la verità sui rimborsi della grillina Giulia Sarti salta fuori grazie alle conversazioni tenute nella chat di Telegram che l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche ha consegnato ai magistrati di Rimini.

La Sarti avrebbe chiesto a Tibusche di addossarsi la copa dei mancati versamenti, così come richiesto da Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino, responsabili della comunicazione del Movimento. Questo è quanto risulta dalle chat di Telegram ed è questo, spiega il Corriere della Sera, il motivo che ha spinto pubblico ministero di Rimini Davide Ercolani a chiedere l’archiviazione per Tibusche che era stato indagato per appropriazione indebita. Siamo in piena campagna elettorale e la Sarti, in accordo col fidanzato, per evitare che la sua vicenda danneggi il M5S, decide di mandare una mail indirizzata a Luigi Di Maio e a Matteo Mantero, all’epoca capogruppo dei grillini alla Camera. “Caro Matteo e caro Luigi, ho verificato tutti i versamenti effettuati dal 2013 ad oggi. La situazione è molto grave e io mi scuso per non averla mai controllata prima di oggi. Penso che i bonifici non siano stati effettuati tutti perché non avevo più soldi nel mio conto corrente. Non ho altri conti e non ho messo da parte nulla in questi anni. Ora ho 9.000 euro sul mio conto ma mi farò aiutare dai miei per fare domattina tutti i bonifici”, scrive la Sarti. E ancora: “Il totale che manca è di 23.443 euro. Li verserò immediatamente ma questa omissione per mancanza totale di controllo da parte mia sull’esito dei bonifici la considero una palese violazione delle nostre regole e soprattutto un enorme problema per il lavoro portato avanti dal 2007. Affronto tutto quello che c’è da affrontare. E il Movimento viene prima di qualsiasi altra cosa per me. È sempre stato così. Ditemi – conclude la deputata grillina – se devo fare un post, un video o altro per sospendermi o per auto-accusarmi di coglioneria. Vi chiedo scusa anche se so che le scuse non basteranno mai e c’è solo da vergognarsi”.

Dopo questa mail la Sarti e l’ex fidanzato, via chat, mettono a punto la loro strategia. Lei scrive: “Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia. Io ho detto di no e mi piglio tutta la colpa”.Tibusche domanda:“Denunciare me… Te l’hanno chiesto le Iene?” e la deputata precisa: “No no, me l’ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvarmi la faccia… Cinque sono fuori ma ho detto di no. Però tesoro è finita, ora devo restituire quei 23.500 euro. Stasera ho parlato con la comunicazione. Domattina devo fare un post su Facebook, avrò lo stesso trattamento di Cecconi e Martelli”. La Sarti, dopo altri messaggi di incoraggiamento reciproco, conclude: “Devo scrivere un post domattina e Ilaria lo controlla. Nei Tg è già uscito il mio nome stasera. Mi stanno tempestando. Ora bisogna capire come tutelare Marco e tutto il gruppo di Rimini. Faccio quello che mi ha detto Ilaria. Un post su Facebook domattina”. Dopo la denuncia, però, arriva il ripensamento di Tibusche che, nel corso dell’interrogatorio, ammette: “Facevamo il bonifico online, mandavamo la ricevuta al M5S e quindi revocavamo il bonifico. Anche se ero in Romania facevamo questa cosa entrambi in diretta”.

In mattinata arriva la replica di Rocco Casalino che dice: “Sarti si è probabilmente coperta dietro il mio nome con l’allora compagno, se avessi saputo di questi ammanchi o di giri strani l’avrei immediatamente riferito al Capo politico e ai Probiviri. Io non tutelo i parlamentari, ma il Movimento, come sanno tutti”. Il Giornale.it

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