M5S, rivolta contro Di Maio. Il caos scoppiato durante l’incontro che doveva stabilire le procedure per eleggere il nuovo capogruppo al Senato

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Un’assemblea trasformata in un dibattito. È quanto accaduto in queste ore, durante l’incontro dei senatori del Movimento 5 Stelle, che doveva stabilire le procedure con cui eleggere il nuovo capogruppo.

Ma secondo quanto filtra, si sarebbe trasformata in una discussione, con toni a tratti fortemente polemici, sui poteri del capo politico pentastellato, Luigi Di Maio.

Alla base del confronti, ci sarebbe stata la richiesta di alcuni senatori di rivedere lo statuto e ridefinire l’ambito di discrezionalità della leadership, ritenuto eccessivo. E secondo quanto trapelato, non è mancanto chi ha chiesto l’intervento del garante (e fondatore) Beppe Grillo in persona, per risolvere la questione.

A chi ha criticato lo statuto e i poteri del leader politico si sarebbero contrapposti i senatori più vicini all’attuale ministro degli Esteri, i quali hanno fatto presente che ogni riforma statutaria deve passare per un voto sulla piattaforma Rousseau. “I toni, pur essendo accesi, non sono mai sconfinati in mancanza di rispetto reciproco e tanto meno in lite“, avrebbe chiarito uno dei partecipanti al dibattito.

In ogni caso, in base alle nuove regole dello statuto, l’assemblea dei deputati eleggerà, a maggioranza assoluta dei propri componenti il presidente del gruppo “nonché, su sua proposta, il vicepresidente vicario, i segretari e il tesoriere”. Anche al Senato, la squadra si rinnoverà. È prevista per domani, alle 13.30, la riunione dei senatori pentastellati per avviare le procedure per eleggere il nuovo capogruppo e la sua squadra. A palazzo Madama torna il nome dell’ex ministro Danilo Toninelli, già presidente del gruppo prima di lasciare il ruolo da presidente per ricoprire quello da ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Il termine per la presentazione delle candidature era stato fissato per le 21 di questa sera in una mail inviata a tutti gli eletti alcuni giorni fa. Ma fonti pentastellate hanno fatto sapere che “non ci sarà un ballottaggio”, motivo per il quale dovranno provare gli esponenti del M5S “ad arrivare alla votazione di un capogruppo il più condiviso possibile“. Il Giornale.it

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