“Macchè velina, sono laureata con lode” Lara, una bocconiana per Strasburgo

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  • Classe ’83, tanto brillante quanto avvenente, brand manager della Giochi Preziosi, Lara Comi confida: “Non ho mai dovuto fare un provino”. Il primo incontro con il Cavaliere: “Nel 2004, a San Siro alla fine di Milan-Brescia. Gli chiesi un autografo…”. Intervista di Fabio Galli. Intanto il premier scherza, alla Coldiretti: “Scusate, non ho portato le veline”

    da: quotidiano.net

    Giovane e bella, ma giura che non è una velina. Classe ’83, residente a Saronno, Lara Comi, neo candidata alle Europee nella circoscrizione nord-ovest, assicura che “non ha mai fatto un provino”. Le piace James Joyce, il suo film preferito è Forrest Gump e ascolta Bruce Springsteen. Non disdegna le nuove tecnologie (“Uso Facebook abitualmente”), ma è tutt’altro che sedentaria (“Gioco a calcetto e mi alleno una o due volte alla settimana”).
    Le accuse di ‘velinismo’ nelle liste del Pdl proprio non le sono andate giù e così sfodera il suo curriculum: laurea triennale in Economia dei mercati internazionali, all’Università Cattolica, con lode (“Almeno non possono dire che la ‘velina’ non ha studiato”); laurea specialistica alla Bocconi, sempre nello stesso ramo, a pieni voti (“Mi sono laureata con sei mesi d’anticipo anche se ero impegnata in politica”). Ora è brand manager alla Giochi Preziosi, da un anno e mezzo, prima aveva lavorato alla Beierdorfs. “Ho tutte le carte in regola”, dice. Effettivamente il curriculum ce l’ha.
    Lara, quando ha cominciato a fare politica?
    “Sono sempre stata simpatizzante di Forza Italia, ma l’attività vera e propria è iniziata l’ultimo anno delle superiori. Sono stata assistente dell’onorevole Gelmini nel 2005, poi coordinatore regionale di Forza Italia giovani dal 2005 al 2007. Quando ho cominciato a lavorare, ho rallentato, mi dedicavo alla politica nel tempo libero. Poi sono stata candidata alle Politiche nel collegio Lombardia 1 e sono arrivata quarta dei non eletti. Ora la candidatura alle Europee”.

    Felice?
    “Sono contentissima. Per una ragazza di 26 anni è un’opportunità. Ho sostenuto molti esami legati all’Unione Europea e ai mercati internazionali, posso fare bene”.

    Il suo percorso sembra non avere nulla a che fare con il ‘velinismo’.
    “Assolutamente no”.

    Perciò Veronica Lario, che ha parlato di “ciarpame senza pudore”, non si riferiva a casi come il suo?
    “Se parlava di tutte le candidate ha preso un grosso abbaglio. Io mi sento vicina alla figura di Stefania Prestigiacomo, che lei ha elogiato. Nulla da togliere comunque a chi ha fatto esperienze nel mondo dello spettacolo, come la Carlucci o la Carfagna. Io valuto la persona, non mi faccio influenzare a priori per il lavoro che fa”.

    Ma secondo lei le cosidette ‘veline’ sono state tolte di fretta e furia dopo le polemiche oppure erano tutte illazioni?
    “Era solo una voce alimentata dalla stampa e dalla sinistra perché le liste sono state chiuse lunedì sera. Ora abbiamo tre candidature giovani importanti che rappresentano tre percorsi diversi”.

    Comunque lei è una bella ragazza. Pensa che l’aspetto fisico l’abbia aiutata, nella politica e non?
    “Non so dire, bisognerebbe chiedere a coloro che collaborano con me. Sicuramente l’aspetto fisico può aiutare ma non è determinante, l’importante è avere un’idea e dei programmi. Certo, se uno è bello ha una marcia in più, è un ‘plus’, ma non determina una candidatura”.


    Comunque, lei che di brand se ne intende, non può negare che nel Pdl il fattore estetico gioco un ruolo di primo piano nella comunicazione della politica ai giovani.

    “Sì, ma non ci sono selezioni. Non si elegge miss Pdl e poi la si candida”.

    Il Cavaliere la giudica ‘bravissima’.
    “Sono profondamente onorata”.

    E lei quanto, da 1 a 10, che voto si dà.
    “Per quello che ho dimostrato per la mia età, otto e mezzo. Se riuscissi a essere eletta, anche nove e mezzo”.

    Il suo primo incontro con Berlusconi?
    “Nel 2004, a San Siro alla fine di Milan-Brescia, quando abbiamo vinto il campionato. Gli chiesi un autografo, poi cominciammo a parlare di politica. Lo sa qual è la prima domanda che mi ha fatto? Che media di voti avevo negli studi”.

    Il pregio maggiore di Berlusconi?
    “Essere sempre un passo avanti”.

    E il difetto? Uno ne avrà pure…
    “Proprio non me ne vengono in mente”

    E di Franceschini cosa pensa?
    “Non mi dice nulla, se fossi un giovane non sarei attirato da lui, non è un leader”.

    Dunque parte il giro per la campagna elettorale. Berlusconi dice che vi presenterà e vi farà parlare, che farà i comizi con voi. Dice che è il modo giusto per dimostrare quello che valete. Pronta? Emozionata?
    “Prontissima. All’inizio l’emozione ci sarà sicuramente, ma sarà solo un timore iniziale, perché Berlusconi mette tutti a proprio agio”.

    Su quali temi pensa di puntare durante la campagna elettorale?
    “Difesa dei giovani e delle donne. Poi sull’istruzione: mi piacerebbe che il nostro sistema scolastico e universitario si uniformasse a quello europeo, è importante creare un’omogeneità mantenendo le diverse culture. Poi vorrei migliorare l’integrazione e l’interazione nel mondo del lavoro nell’Ue. Il lavoratore deve essere europeo, non italiano, va favorita la mobilità. Non si può ragionare pensando al proprio orticello”.