Un “silenzio inspiegabile” che pesa come un macigno sulla trasparenza amministrativa in Alta Valmarecchia. È scontro aperto tra cittadinanza attiva e istituzioni sul caso dell’allevamento avicolo di Cavallara, con il Comitato PER la Valmarecchia che oggi ha inviato un sollecito formale ad Arpae e al Comune di Maiolo, denunciando la totale assenza di risposte sullo stato operativo dell’impianto.
In un comunicato diffuso dal portavoce Livio Cursi, il gruppo civico punta il dito contro la mancata replica alla richiesta di accesso agli atti presentata lo scorso 21 dicembre. Il nodo della questione è tecnico ma sostanziale: l’attività dell’allevamento è stata sospesa ufficialmente oppure no? Una domanda a cui, dopo quasi un mese, nessuno ha fornito riscontro.
“Abbiamo chiesto una cosa banale: sapere se l’attività dell’allevamento è sospesa o meno. Una formalità, un atto dovuto”, dichiara con toni accesi Maurizio Menghini, presidente del Comitato PER la Valmarecchia. La frustrazione per il muro di gomma incontrato è evidente: “E invece ci troviamo davanti a un silenzio totale. È diventato un segreto di Stato? Perché non possiamo sapere? Perché non si deve parlare della sospensione?”.
Secondo gli attivisti, non si tratta di semplice curiosità, ma del rispetto delle procedure di legge legate all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). La prescrizione D.2.14, infatti, impone al gestore di comunicare lo stop agli enti di controllo; solo dopo tale notifica ufficiale possono essere interrotti gli autocontrolli, facendo scattare l’obbligo per Arpae di effettuare ispezioni per verificare le condizioni ambientali del sito.
Il sollecito odierno è stato indirizzato per conoscenza anche ai vertici della Regione Emilia-Romagna, inclusi l’Assessore all’Ambiente e la Direzione Generale Cura del Territorio. “Quando perfino una semplice comunicazione di sospensione diventa un tabù, significa che la trasparenza non è più un valore garantito, ma un problema da evitare”, concludono dal Comitato, definendo l’attuale situazione di stallo “ridicola, se non tragica”.











