Maiolo, Comitato per la Valmarecchia e accesso agli atti. Il Difensore Civico interviene di nuovo: “Sospensione priva di fondamento giuridico”

Per la seconda volta in pochi mesi il Difensore Civico regionale è dovuto intervenire sul Comune di Maiolo per chiarire irregolarità nella gestione delle richieste di accesso agli atti presentate dal Comitato PER la Valmarecchia. Il nuovo provvedimento, datato ieri 7 aprile, riguarda la sospensione del procedimento relativo alla documentazione urbanistica dell’allevamento avicolo Fileni in località Cavallara.

Una sospensione che il Difensore Civico definisce senza mezzi termini “priva di fondamento giuridico”. La motivazione adottata dal Comune, ovvero la necessità di verifiche fiscali sul Comitato presso l’Agenzia delle Entrate, viene giudicata non pertinente e non prevista dalla normativa sul FOIA, il cosiddetto accesso civico generalizzato.

Nel provvedimento si legge che l’Amministrazione “non può limitarsi a sospendere o ignorare l’istanza” e che deve invece “adottare un provvedimento espresso”. Il Comune è quindi chiamato a riesaminare la richiesta del Comitato e a fornire una risposta formale, senza ulteriori rinvii.

“È paradossale che il poco tempo a disposizione degli uffici del Comune di Maiolo, compreso quello del Segretario Comunale, venga impiegato per produrre atti che poi vengono giudicati illegittimi da un’autorità terza”, commenta Livio Cursi, presidente del Comitato PER la Valmarecchia. “Questo non solo rallenta la trasparenza, ma crea un danno ai cittadini che attendono risposte”.

L’accesso agli atti riguarda il Blocco A dell’allevamento Fileni, per il quale il Comitato chiede da mesi documentazione urbanistica, planimetrie e atti relativi ai parchetti esterni, con l’obiettivo di verificare la conformità delle strutture.

“Non chiediamo nulla di straordinario”, conclude Cursi, “solo che la legge venga applicata e che i cittadini possano conoscere ciò che accade sul loro territorio”.