Maiolo, il caso Fileni esplode: riduzione dei capi, capannoni sospesi e incongruenze nelle autorizzazioni. Il Comitato chiede una nuova AIA

MAIOLO (RN) – La vicenda dell’impianto avicolo biologico Fileni di Maiolo entra in una nuova fase. Dopo mesi di richieste di accesso agli atti, comunicazioni tardive e documenti trasmessi solo a seguito di pressioni pubbliche, il Comitato PER la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi “Salute, Valmarecchia!”  ha trasmesso ad ARPAE una richiesta formale affinché l’ente valuti la necessità di richiedere alla ditta Fileni la presentazione di una modifica non sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Secondo il Comitato, i documenti ufficiali trasmessi da Fileni e registrati nel sistema SIAN mostrano variazioni significative nell’assetto produttivo, tali da rendere necessaria una revisione dell’autorizzazione vigente.

Riduzione drastica del numero di capi: –45% in 6 mesi 

Il primo elemento emerso riguarda il carico animale. Nel solo blocco B (5 capannoni su 15), il numero di polli allevati è passato:

-da 68.000 capi (SCIA 2021),

-a 54.500 capi (SIVA 022RN029),

-fino agli attuali 37.961 capi (SIVA 022RN031).

Una riduzione del 45%, che secondo il Comitato non può essere considerata un semplice aggiustamento gestionale.

«Una variazione di questa portata incide su emissioni, reflui, superfici di pascolo, applicazione delle BAT e benessere animale. È una modifica dell’assetto produttivo a tutti gli effetti» afferma il Presidente MAURIZIO MENGHINI 

La comunicazione Fileni del 5 dicembre 2025, trasmessa ad ARPAE, conferma la sospensione dell’attività nel capannone 7. Il fascicolo SIAN riporta la stessa informazione. Per il Comitato, la sospensione di un capannone ricompreso nell’AIA costituisce una modifica rilevante, che deve essere formalizzata e valutata dall’autorità competente.

Nella stessa comunicazione, Fileni dichiara che: “Il numero di capi sarà strettamente commisurato alle superfici dei parchetti adibiti al pascolo.”  «Se oggi devono commisurare i capi alle superfici, significa che prima non lo erano. E questo apre interrogativi sulla conformità dei cicli precedenti» osserva il presidente Maurizio Menghini.

AIA 2021, modifica 2025 e planimetrie: un puzzle che non combacia

Dall’analisi dei documenti emergono incongruenze strutturali:

-Lo Studio Ambientale del 22019  prevedeva 16 capannoni divisi in 2 settori e 32 parchetti ( le aree dove devono pascolare i polli )   La Relazione Tecnica AIA 2021 prevedeva  3 settori × 3 parchetti.

-La modifica non sostanziale 2025 (rinuncia al capannone 14 e riduzione da 217.000 a 204.000 capi) non aggiorna la configurazione dei parchetti ma contiene la planimetria 2025 che mostra un solo parchetto per capannone.

«L’assetto autorizzato non coincide con quello rappresentato e con quello dichiarato oggi da Fileni. È necessario fare chiarezza» afferma il Comitato.

La richiesta ad ARPAE: “Serve una nuova AIA non sostanziale”

Nella PEC inviata ad ARPAE, il Comitato chiede:

1-la riformulazione dell’assetto autorizzato, con aggiornamento dei dati produttivi e delle superfici esterne;

2-chiarimenti sulla riduzione dei capi e sulla sospensione del capannone 7;

3-la verifica della coerenza tra SIA AIA, PAUR, planimetrie e documentazione SIAN.

La richiesta è stata inviata anche:

-al Presidente della Regione Emilia-Romagna,

-all’Assessore all’Ambiente Irene Priolo,

-alla Direzione Generale Cura del Territorio,

-al Comune di Maiolo,

-a CCPB, ICQRF, Accredia e MASAF.

Il Comitato solleva anche un tema più ampio: la compatibilità dell’impianto con i requisiti del biologico e  di compatibilità ambientale.

Il Regolamento UE 848/2018 richiede:

-accesso continuo e simultaneo all’esterno,

-superfici adeguate per capo,

-gestione trasparente dei parchetti.

La riduzione dei capi e la frase sul “riallineamento” alle superfici dei parchetti fanno emergere dubbi sulla conformità dei cicli precedenti.

Il Comitato ha chiesto ad AST Marche chiarimenti sulla commercializzazione dei 54.500 capi del ciclo precedente, per verificare se siano stati venduti come biologici.

Il Comitato: “Serve trasparenza. La Valmarecchia merita risposte”

«Non stiamo accusando nessuno. Stiamo chiedendo trasparenza, coerenza e rispetto delle regole. La Valmarecchia merita risposte chiare» dichiarano Menghini e Cursi.

Il Comitato annuncia che continuerà a monitorare la situazione e a informare i cittadini.

Conclusione

Il caso Fileni di Maiolo si conferma uno dei dossier ambientali e agroalimentari più delicati della Valmarecchia. La richiesta di una nuova AIA non sostanziale apre ora una fase decisiva, in cui ARPAE e Regione saranno chiamate a verificare la coerenza tra autorizzazioni, documenti e gestione reale dell’impianto.

La comunità attende risposte.


Novafeltria   19 gen 2026            

Maurizio Menghin

Presidente Comitato per la Valmarecchia