La disputa tra il Comitato per la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi e il Comune di Maiolo approda sul tavolo del Difensore Civico Regionale. L’associazione ambientalista ha presentato ieri una domanda di riesame dopo che la richiesta di accesso agli atti relativa al Blocco A dell’impianto avicolo Fileni, depositata il 30 gennaio scorso, non ha ricevuto risposta nei termini previsti dalla normativa.
La ricostruzione dei fatti
La vicenda ruota attorno a documentazione edilizia ordinaria: SCIA, planimetrie e certificazioni urbanistiche del capannone identificato con il codice 022RN029. Secondo quanto riferito dal Comitato, i trenta giorni concessi dalla legge per fornire riscontro sono scaduti il primo marzo senza alcuna comunicazione. Solo l’8 marzo successivo l’amministrazione comunale avrebbe notificato la sospensione del procedimento, giustificandola con la necessità di effettuare verifiche fiscali presso l’Agenzia delle Entrate.
Quattro giorni dopo, il Segretario Comunale avrebbe comunicato che non avrebbe dato seguito a ulteriori solleciti. Una posizione che il Comitato giudica priva di fondamento giuridico, sottolineando come in materia ambientale il diritto di accesso spetti a qualunque cittadino, indipendentemente dalla natura del richiedente.
Le richieste al Difensore Civico
Il fascicolo, registrato con il numero 99/2026, contiene tre richieste specifiche: la dichiarazione di illegittimità della sospensione disposta dal Comune, l’ordine di consegna immediata della documentazione e l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative.
Il presidente Livio Cursi ha espresso perplessità sulla gestione della pratica, evidenziando come documenti di natura ordinaria richiedano solitamente pochi giorni per essere rilasciati. L’associazione sostiene che senza tale documentazione risulta impossibile verificare la conformità edilizia e urbanistica della struttura, parte di un impianto autorizzato tramite procedimento regionale.
L’ipotesi del ricorso al TAR
Qualora la situazione non si sblocchi, il Comitato ha annunciato l’intenzione di adire il Tribunale Amministrativo Regionale. Cursi ha precisato che si tratterebbe di una scelta non voluta, avvertendo tuttavia che le eventuali spese legali, in caso di soccombenza dell’ente, graverebbero sulle casse comunali e quindi sulla collettività.











