Maiolo, “telenovela” infinita del caso allevamento Fileni: il Comitato contro l’AUSL per la sospensione dei controlli

In un comunicato diffuso oggi dal Comitato PER la Valmarecchia, l’organizzazione ha risposto duramente alla nota dell’AUSL Romagna riguardante il polo avicolo di Cavallara, a Maiolo. Al centro della polemica c’è la trasparenza dell’ente sanitario e la legittimità delle procedure amministrative in corso per la tutela della salute pubblica e del benessere animale.

Il punto di rottura riguarda la gestione burocratica delle verifiche. Secondo quanto reso noto dal Comitato, lo scorso 17 febbraio l’AUSL ha comunicato ufficialmente la sospensione dei termini del procedimento amministrativo. La motivazione, riportata in una nota protocollata dall’Unità Operativa SAIPZ di Rimini, sarebbe la necessità di attendere informazioni dall’Agenzia delle Entrate sulla natura del Comitato stesso. “Come può un ente parlare di trasparenza mentre congela i procedimenti che dovrebbe portare avanti?”, si chiede il portavoce Maurizio Menghini, definendo la scelta un paradosso che non trova giustificazione nelle norme vigenti.

Le critiche del Comitato entrano anche nel merito tecnico delle ispezioni effettuate presso lo stabilimento Fileni. L’organizzazione sostiene che l’AUSL si limiti a formule generiche invece di fornire dati oggettivi su parametri fondamentali come le superfici reali dei parchetti, la densità degli animali e la coerenza tra le autorizzazioni e lo stato effettivo dei luoghi. Sotto accusa è in particolare il sopralluogo del 16 settembre 2025, i cui verbali risulterebbero parzialmente oscurati e privi di misurazioni verificabili.

“Il benessere animale negli allevamenti biologici è definito dal Regolamento europeo 2018/848, non dal solo decreto legislativo 146/2001, che rappresenta il livello minimo di tutela”, sottolineano dal Comitato. L’accusa rivolta al Servizio Veterinario è quella di ignorare le normative comunitarie più stringenti, operando controlli che il Comitato paragona polemicamente alla verifica di un’auto effettuata ignorando il Codice della Strada. Anche il Tavolo Tecnico regionale, istituito per il monitoraggio, viene considerato insufficiente poiché non sostituirebbe l’obbligo di vigilanza né fornirebbe risposte puntuali ai cittadini.

In chiusura della nota, il Comitato PER la Valmarecchia chiede l’immediata riattivazione dei termini del procedimento e la pubblicazione di dati chiari e trasparenti. Per sbloccare la situazione, l’organizzazione ha già investito della questione il Difensore Civico Regionale e la Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’AUSL Romagna, annunciando che non esiterà a segnalare l’inerzia amministrativa agli organi competenti. “La comunità attende dati, non slogan”, conclude il portavoce Menghini, ribadendo la volontà di proseguire la battaglia per la trasparenza sul polo avicolo.