Da anni, invece, sono un fattore di risparmio. Anziché cominciare dal taglio delle spese inutili, quale atto “qualificante” della prossima manovra economica dell’Esecutivo, sembra esservi il congelamento del precariato della PA, come se si fosse già razionalizzata tutta la spesa pubblica
di Alessio Muccioli Segretario FUPI-CSdL
La crisi c’è e si sente… Cosa si deve fare in un momento di crisi? Non sono un esperto di economia, tuttavia soprattutto in momenti di crisi ha ovviamente piena cittadinanza parlare di razionalizzazione della spesa ed eliminazione degli sprechi. È più che naturale; anche in una famiglia, quando vengono a meno delle entrate, si pensa prima di tutto a individuare e a contenere gli sprechi. Cosa si intende per sprechi? Il significato italiano del termine non lascia dubbi. Cito lo Zingarelli: “…usare malamente e inutilmente, consumare senza ottenere alcun frutto, spendere male”.
Ecco, è possibile che il bilancio del nostro Stato sia così virtuoso da non contenere degli sprechi? A leggere il comunicato stampa dell’Esecutivo di un paio di giorni fa, parrebbe proprio così. E quale atto “qualificante” della prossima manovra economica, sembra esservi il congelamento del precariato della PA, come se, appunto, si fosse già razionalizzato tutto il resto e non restasse altro da fare… Non sarà, a voler essere maliziosi, che si vuole andare a colpire ancora una volta i più deboli? Per quale motivo si identifica come uno spreco il lavoratore precario, che invece da anni è un fattore di risparmio???
Credo, francamente, che chi vuole adottare una politica di rigore debba prima pensare a tagliare gli sprechi veri, garantendo, invece, basilari diritti a lavoratori che da anni prestano la loro opera in condizioni, appunto, di precariato, anche per sostenere la capacità di spesa di questi lavoratori, che avrebbe sicuramente un effetto positivo per il tessuto economico del paese, facendo crescere la loro propensione al consumo. Gli sprechi, quelli veri, certamente esistono e vanno eliminati; sarebbe interessante sfogliare capitolo per capitolo il bilancio dello Stato per individuarli.
Il 14 luglio in Francia è stata festa nazionale, la festa più importante del paese. Quest’anno il governo francese, dato il momento di crisi, ha deciso di non tenere il classico e costoso ricevimento per gli ospiti. Questo potrà contribuire a sanare il bilancio francese? Sicuramente no. Tuttavia è stato un gesto simbolico, un segnale che indica la giusta direzione: eliminare gli sprechi, appunto. Il nostro governo vuole iniziare dai precari: lascio a voi le conclusioni…