Maratona consiliare, diatriba sulle scelte politiche

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  • Un dibattito che vede le due coalizioni contrapposte sia sull’interpretazione dei numeri che sulle scelte politiche. Si polemizza su alcuni: primo fra tutti il taglio alla ricerca. Lo contesta l’opposizione, come hanno chiarito Francesca Michelotti e Giuseppe Morganti che chiedono di innalzare quella cifra ridotta di un milione di euro. “Polemica pretestuosa – risponde Federico Bartoletti – dal momento che si può intervenire con leggi specifiche”.
    Lascia intravvedere una possibile apertura Marco Gatti, che ammette per la cultura si potesse fare qualcosa di più, “ad esempio – dichiara – si può ritirare l’emendamento che taglia le risorse per la ricerca”.
    Un dissenso che si manifesta anche sul taglio della Consulta per l’Europa. “Emendamento molto grave” lo definisce Morganti, “una scelta opposta alle esigenze del Paese” per Fiorenzo Stolfi, che rinnova alla maggioranza la critica di mancanza di coesione e di condivisione degli obiettivi e degli strumenti per realizzarli. Lo tranquillizza Nadia Ottaviani che parla di situazione pesante ereditata e rinnova la piena fiducia all’esecutivo.
    Per Marco Gatti è inutile la Consulta per l’Europa, ci sono già le Segreterie competenti, quello che serve realmente è un confronto continuo. Sulle misure anticrisi interviene Pasquale Valentini, che indica la più importante nella politica estera, per consentire alle banche e alle aziende di recuperare maggiore operatività in un clima di maggior chiarezza delle regole reciproche. Il Segretario Dc sottolinea la necessità di lavorare perché si possa rimettere in moto il sistema ricevuto in eredità, che definisce addormentato. Difficoltà evidenziate anche da Francesco Mussoni e da Gian Nicola Berti della Lista della Libertà, che accusa il Psd di aver costretto ad affrontare un bilancio di compromesso. Berti sottolinea la crisi del sistema bancario e auspica un intervento di sistema che imponga alla piccole banche di aggregarsi.
    Rigetta le critiche l’ex Segretario alle Finanze, Stefano Macina. “Vorremmo tutti – afferma – un’eredità così pesante. Utile di bilancio, riduzione della spesa corrente, avvio della riforma della pubblica amministrazione, semplificazione delle procedure, miglioramento dei rapporti con il contribuente; mi sembrano tutto – afferma – fuorché un’eredità pesante. Vedremo voi cosa saprete fare”.
    Intanto la coalizione Riforme e Libertà anticipa gli emendamenti che proporrà. “Alcuni di carattere strutturale – spiega – altri invece urgenti”. Modifiche per prevedere un fondo di promozione del sistema economico, risorse a sostegno dei redditi dei lavoratori, investimenti per la formazione, un bonus in favore dei pensionati, la creazione del quoziente familiare per la determinazione delle imposte sui redditi, l’aggiornamento degli assegni familiari e un intervento sugli affitti per le famiglie con un reddito inferiore ai 10 mila e 500 euro. “Nelle proposte del governo – dichiara l’opposizione – non emerge un progetto politico, non ci sono soluzioni adeguate ai problemi”. Sono 56, in totale, gli interventi previsti.

    Fonte San Marino RTV