Crescono le preoccupazioni per il futuro della Cardiochirurgia e Cardiologia pediatrica dell’Ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Mastrovincenzo, che annuncia un’interrogazione in Consiglio regionale dopo l’addio del dottor Sergio Filippelli, direttore della struttura, rientrato a Roma per tornare a operare all’ospedale Bambino Gesù.
Secondo Mastrovincenzo, si tratta dell’ennesimo professionista di alto livello che lascia l’ospedale regionale per proseguire la propria attività in un’altra struttura, segnale di una crisi ormai strutturale. La Cardiochirurgia e Cardiologia pediatrica di Torrette, ricorda il consigliere dem, è stata per anni un vero fiore all’occhiello della sanità marchigiana, con un bacino di utenza che andava ben oltre i confini regionali, coinvolgendo anche Abruzzo, Molise, Umbria e Puglia.
Negli ultimi anni, però, la situazione sarebbe progressivamente peggiorata. Mastrovincenzo parla di un drastico ridimensionamento: i posti letto sono passati da 22 a 8, il personale medico si è ridotto da 10 a 6 cardiologi e da 4 a un solo cardiochirurgo, con un parallelo calo anche del personale infermieristico. A questo si aggiunge la sospensione “temporanea” dell’attività chirurgica a partire dal 19 dicembre scorso, una sospensione che, secondo il consigliere, rischia concretamente di diventare definitiva.

Il quadro che ne emerge è quello di una forte incertezza sul destino di quella che era un’eccellenza sanitaria regionale. Mastrovincenzo auspica che già nella prossima seduta del Consiglio regionale arrivino risposte chiare alla sua interrogazione, in grado di sciogliere dubbi e preoccupazioni. Le rassicurazioni finora fornite dal direttore generale Gozzini, secondo cui il reparto sarebbe stato “rimesso a posto”, vengono giudicate insufficienti e poco credibili, soprattutto alla luce dell’assenza di una programmazione concreta per il rilancio della struttura. In particolare, il consigliere denuncia il blocco dei concorsi per i cardiologi e la totale mancanza di iniziativa nella ricerca di un sostituto per il dottor Filippelli.
A destare ulteriore allarme è anche una recente direttiva interna che annuncia un “nuovo assetto operativo”, orientato – secondo Mastrovincenzo – al trasferimento di molti pazienti verso centri di altre regioni, soprattutto nei casi più complessi. In questo scenario, gestanti con diagnosi prenatale e neonati con urgenze cardiache verrebbero inviati fuori regione, riducendo drasticamente l’autonomia locale e trasformando un sistema fino a ieri autosufficiente in uno basato sulla delega e sui trasferimenti esterni.
L’attività cardiologica, sottolinea infine il consigliere dem, prosegue attraverso procedure meno invasive e interventistiche, rivolte soprattutto ad adulti e giovani. Tuttavia, questa riorganizzazione segna di fatto la sospensione della cardiochirurgia pediatrica a cuore aperto e un ulteriore ridimensionamento del reparto, con il rischio concreto di perdere definitivamente un presidio sanitario di eccellenza per le Marche.











