“Mascherina”, “Fascista…” Sgarbi-Fico: finisce male

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  • Prosegue la personale crociata di Vittorio Sgarbi contro l’uso della mascherina anche all’interno della Camera dei deputati, e quindi pure lo scontro a distanza col presidente dell’assemblea Roberto Fico (Movimento CinqueStelle), che in questa occasione viene etichettato come “fascista” per l’eccessiva intransigenza.

    Particolarmente ligio alle regole, specie quando non è lui stesso a doverle rispettare (vedasi caso collaboratrice domestica in nero), Fico ha ripreso ancora una volta il critico d’arte che stava esprimendo il proprio pensiero ed il proprio cordoglio per la prematura dipartita del presidente della regione Calabria Jole Santelli, nella giornata a lei dedicata in Parlamento. Quando si è presentato al microfono ed ha iniziato a parlare,Vittorio Sgarbi è stato rimproverato dal presidente della Camera dei deputati per il posizionamento non corretto della mascherina sul volto, dato che il dispositivo di protezione individuale copriva esclusivamente il naso ma non la bocca del parlamentare.

    L’uso della mascherina, in teoria, risulta obbligatorio in ogni area di Montecitorio incluso l’emiciclo, anche durante gli stessi interventi in assemblea. Proprio questo era stato un motivo di frizione tra il critico d’arte ed il presidente grillino già qualche giorno fa, per la precisione lo scorso giovedì 22 ottobre. Durante l’intervento in aula a seguito dell’informativa di Giuseppe Conte su quelle che sarebbero state le linee da seguire nel nuovo Dpcm, il deputato del gruppo misto era stato bacchettato da Roberto Fico per il fatto che il dispositivo di protezione individuale fosse scivolato sotto il naso. Dopo che il presidente della Camera gli aveva chiesto di porre rimedio e di riposizionare correttamente la mascherina, il deputato del gruppo misto aveva risposto per le rime, sostenendo di rientrare tra quelle categorie di persone esentate dall’utilizzo del dispositivo. “Mi dovrò far fare un certificato medico, perché ho problemi respiratori e dunque sarei esentato dall’indossarla come prevede proprio l’ultimo decreto. Lo porterò a lei, signor Fico. Avrò la bocca libera, parlerò senza censura”, aveva affondato il critico d’arte prima di proseguire col suo intervento. “Va bene, lo porti. Ma adesso andiamo avanti che deve concludere”, si era limitato a replicare il presidente grillino dell’assemblea.

    Le frizioni tra i due sono proseguite sulla stessa linea, solo che stavolta Vittorio Sgarbi è stato ancora più diretto: “Io non riesco a parlare, lei è un fascista!”, ha detto il deputato dopo esser stato più volte rimproverato, come riferisce Agi. “Gli insulti non sono ammessi in quest’Aula” ha risposto Fico. “Viva il coraggio di Jole Santelli, a morte l’ipocrisia!” ha infine concluso Sgarbi.

    Utilizzare il termine fascista, evidentemente, è concesso a pochi eletti, tanto che quando accade al di fuori di essi scatta immediatamente l’allarme. “Vittorio Sgarbi si scusi con il presidente Fico e con tutti i deputati e le deputate, ha veramente superato il limite. Quest’Aula è il luogo della democrazia. La sua aggressione verbale è inaccettabile”, ha sbottato Mario Perantoni (Movimento CinqueStelle), presidente della commissione Giustizia, come riportato da AdnKronos.



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