“Maternità surrogata Apprendisti stregoni…”. L’affondo del ministro Roccella

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  • Ogni bambino ha una mamma e un papà per forza di cose“. L’affermazione potrà sembrare a molti ovvia, eppure di questi tempi non lo è. Nelle stesse ore in cui Bruxelles si apprestava a proporre un diktat sul riconoscimento dei genitori gay, il ministro della Famiglia e delle Pari opportunità Eugenia Roccella ribadiva in tv la propria posizione e quella dell’esecutivo. “Quando si dice che un bambino ha due papà o due mamme in realtà non si dice la verità“, ha affermato l’esponente di governo a Mattino Cinque, esprimendosi sul dibattito delle coppie omogenitoriali e sulla dicitura che in quel caso i passaporti dovrebbero riportare.

    “Ogni bambino ha un papà e una mamma”

    Contestatissima da sinistra già dalla sua nomina, Roccella non ha fatto alcun passo indietro sui temi a lei più cari. Quelli rispetto ai quali i detrattori la avevano descritta come “ultraconservatrice e ultracattolica“. Come se fossero demeriti. “C’è un’ostilità pregiudiale nei confronti di chi è cattolico. C’è questa definizione di ultracattolico, che non so cosa voglia dire“, ha commentato al riguardo il ministro, spiegando poi di aver smentito alcune critiche (sull’aborto, ad esempio) già all’inizio del proprio incarico. Interpellata dal giornalista Francesco Vecchi sul passaporto dei figli di coppie omogenitoriali, Roccella ha però rilanciato: “Questa è una questione sulla quale deve esprimere la magistratura e non vorrei entrare nel merito. Ma ogni bambino una mamma e un papà per forza di cose e questo non è un dato che si può eliminare. Quando si dice che due mamme o due papà si cancella in genere la madre biologica che ha dato gli ovociti a cui il bambino per esempio assomiglierà“.

    La maternità e gli “appredisti stregoni”

    Nessun riferimento però a casi specifici, sui quali – ha proseguito il ministro – “bisogna lasciare che la magistratura decida“. Incalzata però sull’interpretazione più politica della questione, Roccella ha aggiunto: “Non si tratta solo di una verità biologica. Il corpo femminile non si deve comprare e vendere, è a questo che sono contraria. Il problema non è l’eterologa, il problema è la compravendita degli ovociti è una cosa diversa. Il problema è se il corpo femminile viene spezzettato e comprato e venduto sul mercato anche attraverso cataloghi. La maternità è qualcosa di profondamente legato alla creazione della comunità umana. Se noi tocchiamo la maternità siamo apprendisti stregoni che cambiano qualcosa di veramente profondo nell’inconscio, nella cultura“. Parole che sicuramente desteranno attenzione e forse qualche levata di scudi, vista la difficoltà di dialogo che anche in Italia si registra su questi temi.

    Maternità e carriera, le parole di Roccella

    Il ministro ha poi esposto la propria visione sulla possibilità, per le donne, di conciliare maternità e carriera. Questo, peraltro, a dispetto di quanti accusano strumentalmente il governo Meloni di avere un approccio “maschilista” e di trascurare invece la questione femminile. “Questo è un punto fondamentale per recuperare il valore sociale della maternità. Oggi le donne ancora desiderano due figli come trent’anni fa, ma poi non li fanno o ne fanno uno solo nel migliore dei casi. Questo è un problema di libertà femminile perché le donne non sono libere di fare i figli che desiderano visto il carico maggiore che hanno della gravidanza, allattamento e maternità“, ha affermato Eugenia Roccella. E infine: “È evidente che c’è un ostacolo e su questo dobbiamo intervenire: le donne devono essere libere di fare i figli che desiderano“.


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