Mattarella alla Ue, su migranti norme preistoriche 

(dell’inviato Fabrizio Finzi)

“Norme preistoriche”. Sergio Mattarella non poteva essere più chiaro nel chiedere all’Unione europea uno scatto di reni per affrontare in maniera coordinata l’emergenza immigrazione. Lo ha fatto da Varsavia, Paese come l’Italia alle prese con ondate di ingressi illegali che preoccupano il governo e spaventano l’opinione pubblica. Come quelle che ciclicamente la Bielorussia riversa in territorio polacco. Il presidente della Repubblica, nel suo appello ai 27, si riferisce in particolare al famoso Trattato di Dublino che regola la cosiddetta “prima accoglienza”. Un dinosauro legislativo non più al passo dei tempi: basti ricordare che fu ideato addirittura alla fine degli anni ’80 quando le proporzioni di queste migrazioni di massa non erano neanche ipotizzabili. Da tempo il capo dello Stato si spende per una riforma del Trattato ma oggi a Varsavia ha trovato una piena consonanza di vedute che lo hanno spinto ad alzare i toni: “quanto sta accadendo sul fronte dei flussi migratori, con la grande affluenza che si registra non solo in Italia, richiede che il problema venga affrontato insieme, come problema dell’Unione europea perchè la Ue può farlo con un’azione coordinata. Serve una nuova politica di asilo superando vecchie regole che sono ormai preistoria”, ha scandito dopo un lunghissimo colloquio con il presidente polacco Duda. Il quale, a sua volta, aveva anticipato il senso della conversazione: “l’Italia fa un grandissimo sforzo sulle migrazioni e anche noi abbiamo questo problema. Noi aspettiamo un sostegno maggiore, una maggiore comprensione da parte della Commissione europea e delle iniziative più decise dalla Ue”, aveva detto parlando di piena sintonia con le posizioni italiane. Parole, quelle di Mattarella, che seppur in linea con il suo pensiero fanno oggi esultare il centrodestra che proprio in Parlamento sta varando dure misure che vanno verso l’abolizione dello strumento della “protezione speciale”. Mi auguro che fra Bruxelles, Berlino e Parigi si passi dalle parole ai fatti”, ha replicato Matteo Salvini a chi gli chiedeva un commento sulle parole del presidente. Ben più esplicito è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti: “cosa diranno adesso il Pd e la sinistra tutta, ora che il capo dello Stato ha giustamente rilevato, nell’ambito delle sue prerogative, questa seria problematica?”. Chiusa la parentesi migratoria il piatto forte del colloquio con il presidente Duda è stato però la guerra in Ucraina e la necessità di non affievolire proprio ora l’impegno militare dell’Occidente. E anche su questo tema Mattarella ha dettato la linea usando concetti inequivocabili che fanno emergere tutto lo sdegno del presidente dopo le ultime immagini e notizie delle crudeltà in corso nella vicina Ucraina: “Siamo inorriditi da alcuni comportamenti disumani che nella guerra vengono utilizzati da parte delle forze armate russe, colpendo bersagli ed infrastrutture civili, in un modo che rende ancora più crudele l’aggressione”, ha detto evocando atti sanguinari come il taglio delle teste dei prigionieri e le indiscrezioni che indicano come la brigata Wagner abbia fatto uccidere anche dei bambini. Le milizie semi-private della Wagner sono pericolosissime anche nel continente africano, aggiunge il presidente spiegando quante siano le “iniziative destabilizzanti” condotte in Africa, a partire dal Sudan ma non solo. Quindi il filo tra migranti, guerra in Ucraina e Russia si lega pericolosamente: ecco perchè c’è oggi più che mai bisogno di “una grande coesione europea”. Ecco perchè l’Italia “continuerà a sostenere l’Ucraina sotto ogni profilo”, a partire da quello militare, “contro ogni impulso imperialista frutto di esasperazioni nazionalistiche”.

Prosegue la polemica politica sui migranti, con Schifani che parla di una “Sicilia sommersa dagli sbarchi”, mentre al Senato la commissione Affari costituzionali ha ripreso il voto degli emendamenti al decreto Cutro, provvedimento che è atteso in Aula domani pomeriggio. La Commissione ha iniziato dagli emendamenti all’articolo 4, mentre il decreto è composto da 11 articoli.

Intanto il Parlamento europeo ha detto sì ai dibattito sul tema dei migranti accettando una modifica proposta dai gruppi di S&d e dei Verdi che hanno ottenuto la modifica del titolo della richiesta di dibattito in Aula avanzata dal Ppe sul tema migranti, proponendo che la discussione non riguardi l’emergenza italiana ma la “necessità di una soluzione europea alla crisi migratoria per facilitare il salvataggio di vite, soprattutto in Italia”. La richiesta del Ppe è stata quindi respinta dalla Plenaria del Pe mentre la modifica proposta da Socialisti e Verdi è passata con 252 voti a favore 119 contrari e 13 astenuti.

Salvini: “Sui migranti la maggioranza è coesa” 

“Me lo auguro perché l’Italia è lasciata da sola”. Così il ministro Matteo Salvini a Siena ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla richiesta del presidente Sergio Mattarella all’Ue di superare “norme preistoriche” in tema di accoglienza. “Alcuni egoismi lasciano l’Italia totalmente da sola e da soli non possiamo affrontare un fenomeno enorme come questo. Mi auguro che fra Bruxelles, Berlino e Parigi si passi dalle parole ai fatti”, ha aggiunto Salvini in visita a un’opera Anas. “Le frontiere italiane sono frontiere europee, non può l’Italia da sola farsi carico di mezzo mondo, è evidente”.

Migranti, Mattarella: ‘L’Ue superi le norme preistoriche’

“Stiamo lavorando in totale accordo con la maggioranza, accogliere chi scappa dalla guerra è sacrosanto, contrastare gli scafisti, trafficanti e malavitosi è altrettanto fondamentale per salvare vite. I numeri dicono che la protezione speciale inventata dal governo giallorosso non funziona”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini oggi a Pisa. “Il no delle regioni di sinistra allo stato di emergenza e ai Cpr – ha aggiunto – non è un disturbo a Salvini: se non c’è un centro per i rimpatri in Toscana dei clandestini come faccio a trattenerli in attesa di espulsione. Quindi spero che le Regioni guidate dalla sinistra facciano gli interessi dei loro cittadini e non solo battaglie ideologiche”.

Piantedosi difende lo stato di emergenza: “serve a gestire gli arrivi”.
“Si è fatto ricorso allo stato di emergenza anche per i profughi ucraini per avere strumenti di gestione del fenomeno adeguati al forte impatto degli arrivi concentrati di persone. Se in un fine settimana ne arrivano 6mila sfido chiunque con strumenti ordinari a trovare un’adeguata sistemazione”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo ad un convegno organizzato dal sindacato di polizia Coisp, aggiungendo che “l’emergenza non è una qualificazione del fenomeno ma è uno strumento tecnico per avere una gestione adeguata dell’accoglienza”. Sulla protezione speciale “sono convinto che i lavori parlamentari riusciranno a trovare il giusto punto di equilibrio tra il rispetto degli obblighi umanitari e costituzionali, ma nello stesso tempo senza svilire l’alto valore di un istituto giuridico trasformandolo in un meccanismo surrettizio di elusione dell’accesso al soggiorno nel territorio nazionale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo ad un convegno organizzato dal sindacato di polizia Coisp.

Nel frattempo stamani è arrivata nel porto di Catania nave Peluso con a bordo 201 dei circa 600 migranti soccorsi ieri dalla Guardia costiera in acque Sar maltesi a 170 miglia a sud delle coste della Sicilia. Altri 111 erano già arrivati nel capoluogo etneo ieri sera trasportati da una nave romena del dispositivo Frontex.

Dopo lo sbarco sono stati trasferiti nella struttura realizzata nell’ex hub vaccinale di San Giuseppe La Rena, dove saranno temporaneamente trasferiti anche gli altri 201 arrivati con la nave della Guardia costiera.

Altri 299 migranti soccorsi sono arrivati la notte scorsa, su nave Libeccio della Marina militare, ad Augusta, nel Siracusano. Dopo lo sbarco sono stati trasferiti nella tensostruttura presente nel porto commerciale.

Sempre ad Augusta, nella tarda mattinata la Geo Barents, la nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere, ha lasciato il porto, diretta nel Mediterraneo Centrale.

Schifani: “Sicilia sommersa dagli sbarchi dei migranti”
“L’emergenza esiste, la viviamo in Sicilia già da un mese, da quando siamo stati ‘sommersi’ da sbarchi. Migliaia di persone hanno invaso l’hotspot di Lampedusa che può accogliere solo alcune centinaia di migranti. La Regione ha fatto la sua parte e ha dato una mano, abbiamo fatto in modo di far arrivare coperte, scarpe, viveri in collaborazione con il ministero dell’Interno”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sul tema migranti a Tgcom24. “L’accoglienza di prima necessità è sacra, ma serve una politica concreta per gestire questi arrivi. Siamo stanchi di ascoltare affermazioni che sono condivisibili sul piano prettamente teorico ma lontane da una qualsiasi fattibilità in concreto. Bisogna agire, siamo a un punto di non ritorno”, ha sottolineato Schifani.

Sala: “Sui minori stranieri non accompagnati numeri insostenibili”
Al governo “noi sindaci chiediamo di ripensare un po’ tutto il sistema perché non è illudendo le persone che attraverso l’eliminazione di alcuni istituti si risolve la questione. Chiediamo di essere ascoltati, se avessimo la soluzione in tasca la proporremo ma noi viviamo la realtà e sappiamo a cosa ci troviamo di fronte”. Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a Sky Tg24, dove ha parlato della contrarietà dei sindaci del Pd alla decisione del governo di cancellare la protezione speciale per i migranti. A Milano “noi abbiamo il problema specifico che sottolineiamo cioè quello dei minori stranieri non accompagnati. Abbiamo numeri oggi insostenibili e anche su questo chiediamo una mano – ha concluso -. Sono esplosi negli ultimi mesi perché sui barconi ci sono famiglie disperate che affidano i figli a parenti e amici e quando arrivano qua è un problema”.

Weber: “L’Italia va ringraziata e aiutata”
“Sulla migrazione servono misure concrete di solidarietà verso l’Italia da parte degli altri Paesi Ue. Per questo il gruppo del Ppe ha chiesto questa settimana un dibattito speciale al Parlamento Ue per cercare solidarietà verso l’Italia”. Così in una intervista al Corriere della Sera il presidente e capogruppo al Parlamento Ue del Ppe Manfred Weber.

Lepore: “Senza l’accoglienza avremo le tendopoli”
“Se si toglie il sistema di accoglienza diffusa, si decreta lo stato di emergenza e si sceglie un commissario, questo apre le porte al fatto di requisire campi da calcio o ex caserme per le tendopoli. Le salme di Cutro non sono bastate a fermare la propaganda della Lega”. Così a Repubblica il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Bonaccini: “Meloni prima urlava, ora è senza bussola”
“È tempo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Se il governo pensa di abbandonare la via ordinaria dell’accoglienza, quella diffusa, per intenderci, per realizzare grandi strutture, allora venga a confrontarsi. Se avessimo gestito così l’accoglienza dei profughi ucraini, la situazione sarebbe esplosa”. Così, sulle politiche sui migranti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini alla Stampa.


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