Matteotti aveva capito tutto.
Chi comprende l’oggi?
Incontro rigenerante l’altra sera a Rimini, teatro Galli, presentazione del libro di Riccardo Nencini, “Muoio per te”.
Organizzato da Visioni e Nuova Comunicazione.
Chi è depresso o sfiduciato per la politica attuale è invitato per la prossima.
Ho rivisto molti amici, c’è stata emozione.
Al centro del confronto, fra il sottoscritto, l’autore, Riccardo Nencini, Roberta Frisoni, Benedetta Cicognani, Andrea Gnassi, Alice Parma, la figura di Matteotti, l’inizio del regime fascista, le donne, il ruolo decisivo delle donne compagne o mogli di Matteotti, Mussolini, Gramsci, Turati.
Velia Matteotti che dice al leader socialista pur non essendo socialista: “non ti è permessa nessuna vilta’, dovesse costarti la vita”.
E poco dopo il discorso di Giacomo che gli costò la vita, egli dice ai suoi: io il mio discorso l’ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me”.
Anna Kulisciof che rimprovera Turati per l’Aventino, perché non bisognava regalare tutto il
Parlamento a Mussolini.
Ma la riflessione ci ha portato all’oggi.
Paralleli, ricorsi.
Mussolini allora vinse, nonostante il Delitto, nonostante la sollevazione che ci fu in Italia, in Inghilterra, in Germania e altrove.
Vinse vincendo l’ulcera che lo stava facendo crepare e le sollevazioni perché, consigliato dalla Sarfatti, seppe entrare nelle pieghe del pensiero corto dei suoi oppositori e alleati forzati. Dividendoli.
I liberali e i cattolici erano divisi perché temevano di più i comunisti, i comunisti mentre tutto succedeva stavano a Mosca e coltivavano l’ambizione di cogliere l’occasione di far fuori i socialisti riformisti per essere unica opposizione al Fascismo. Per imporre la rivoluzione. Il comunismo al posto del fascismo.
Il Re stava con Mussolini per paura del bolscevismo. Così il Papa. Così alcuni governi. Inghilterra e USA compresi.
Cioè ognuno aveva un pensiero corto, un testo, sfuggiva il contesto. La crisi della democrazia, la perdita della libertà.
E lì Mussolini si infilò e vinse. Dividendoli.
Il mio parallelo con l’oggi e’ questo.
Le guerre( armate o mediatiche che siano) sono figlie di un’idea: l’offensiva dei regimi e delle culture autoritarie all’Occidente democratico e libero. All’Europa. A noi tutti.
C’è un cambio di paradigma in atto.
Fine anni 80 vinse l’idea che il progresso, il benessere, si ottenessero con la democrazia e la libertà, così crollo’ l’impero sovietico che creava miseria.
Oggi sta passando l’idea che la libertà e la democrazia possono divorziare dal progresso a dal benessere.
I cinesi si comprano mezzo mondo, dall’Africa alle squadre di calcio, investono nella tecnologia e sostengono la guerra russa, così pagano anche meno gas e petrolio. Così l’India anche. Per dirne una.
E’un cambio di paradigma.
Le piazze a ferro e fuoco contro l’Occidente e mai per il popolo ucraino o le ragazze iraniane.
Un cambio di paradigma.
Che divide l’Europa e l’Italia.
Come 100 anni fa.
Reagire significa unire le forze liberali, socialiste, popolari e la destra conservatrice e democratica contro i populismi di destra e di sinistra finanziati dai regimi di destra e di sinistra.
In Europa è stato fatto il primo passo.
Un passo ancora debole.
Ma il passo è quello.