Medio Oriente, bufera sulle parole del ministro israeliano: “Gaza è anche nostra, palestinesi solo ospiti”

Dichiarazioni destinate ad alimentare nuove polemiche infiammano il dibattito politico in Medio Oriente. Miki Zohar, Ministro della Cultura israeliano ed esponente di spicco del Likud, il partito di governo, ha rivendicato con forza la sovranità israeliana sulla Striscia di Gaza, definendo la presenza palestinese nel territorio come una concessione temporanea.

Le affermazioni di Zohar

Intervistato dall’emittente pubblica Kan, Zohar ha sostenuto che l’area costiera appartiene a Israele e che i palestinesi vi risiedono unicamente in qualità di “ospiti”, una condizione che lo Stato ebraico tollera “fino a un certo punto”. Il ministro ha esteso il concetto anche alla Cisgiordania, utilizzando la terminologia biblica di Giudea e Samaria per ribadire che Israele non può essere considerato una forza occupante nella propria terra.

L’occasione per tali esternazioni è nata da una controversia legata al mondo del cinema. Zohar ha infatti minacciato di tagliare i fondi pubblici all’industria cinematografica nazionale in seguito all’assegnazione del premio Ophir — il massimo riconoscimento del settore in Israele — a una pellicola che narra le vicende di un giovane della Cisgiordania impossibilitato a raggiungere le spiagge israeliane. Pur ammettendo di non aver visionato l’opera, il ministro l’ha criticata duramente, sostenendo che dipinge l’esercito (IDF) in cattiva luce e accredita la narrazione dell’occupazione. Secondo Zohar, i registi che beneficiano di sovvenzioni statali dovrebbero realizzare prodotti graditi al pubblico israeliano, piuttosto che cercare il plauso delle platee europee.

Il sostegno alle proteste in Iran

Parallelamente, il governo di Tel Aviv ha mostrato un aperto appoggio ai moti di piazza che stanno scuotendo l’Iran in questi primi giorni del 2026. Diversi esponenti dell’esecutivo e canali istituzionali hanno utilizzato i social media per incoraggiare i manifestanti che protestano contro il carovita e il regime degli Ayatollah.

Il Ministero degli Esteri israeliano, attraverso il suo account in lingua persiana, ha diffuso vignette simboliche. Una di queste raffigura il leone e il sole, emblemi della bandiera iraniana pre-rivoluzionaria del 1979, nell’atto di schiacciare una clessidra contenente l’attuale stemma della Repubblica Islamica, accompagnata dalla frase “La luce trionfa sull’oscurità”. Un’altra immagine satirica mostra i leader di Teheran in preda al panico, con una didascalia che suggerisce come i piani di distruzione rivolti contro Israele si stiano ora ritorcendo contro il regime stesso.

Anche singoli ministri hanno preso posizione. Gila Gamliel, titolare del dicastero della Scienza e della Tecnologia, ha condiviso un video in cui auspica il crollo della teocrazia iraniana, rilanciando lo slogan “Rendiamo l’Iran di nuovo grande” e taggando il figlio dell’ultimo Scià. Sulla stessa linea il Ministro per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli, che ha postato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale raffigurante una manifestazione di dissenso, accompagnata dalla dichiarazione “Sono al fianco del popolo iraniano”.