MEMORIALE VARGIU’ (Rapporto K) Agenzia Investigativa CIO SAN MARINO – SECONDA PARTE

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Ecco la continuazione del MEMORIALE VARGIU’ – ATTO K iniziata ieri. Oggi pubblicheremo la seconda e forse la terza parte. Ci addentreremo sempre di più in questo ”mondo” malato che è la Repubblica di San Marino secondo Salvatore Vargiù – Ex Cio.

    Buona lettura

    ”Al Colonnello della Gendarmeria vennero date le risposte dovute, e nonostante le sue lusinghe, che apprezzava ed appoggiava il nostro operato, riferiva di avere pressioni dall’altro per ridurre il nostro lavoro.

    Infatti, ci vietarono di utilizzare i Vigilanti di quartiere, l’elicottero non veniva autorizzato a volare, le banche affidavano il servizio di trasporto valori ad un vigilanza interna; insomma, ci tarparono le ali.

    Non solo, iniziò una guerra fredda tra Stato e la nostra Agenzia; controlli da parte dell’Ufficio del Lavoro, ci vietarono di assumere personale italiano costringendoci ad attingere dall’elenco dei disoccupati dell’Ufficio del Lavoro, nonostante una legge indica che ogni tre sammarinesi il quarto può essere frontaliero.

    Controlli da parte dell’Ufficio Industria che contestavano la divisa dei dipendenti prima autorizzata, in quanto si poteva confondere con quella della Gendarmeria.

    Controlli da parte della Polizia Civile e Guardia di Rocca, con contestazioni di contravvenzioni ai nostri dipendenti senza cintura, perquisizioni arbitrarie alle nostre vetture in transito sul territorio etc.

    Tutte le imposizioni e contestazioni comunque venivano vinte dalla CIO in sede amministrativa, ma quanta fatica e denaro sprecato.

    Non ultima, la contestazione che la CIO Spa non poteva svolgere nessuna attività investigativa, in quanto nella Repubblica di San Marino era vietato dalla legge svolgere investigazioni private.

    Si contestava che la CIO Spa era autorizzata dal Congresso di Stato, e che l’autorizzazione a svolgere investigazioni era contemplata nell’oggetto della licenza di esercizio rilasciata.

    Inizio pertanto un’altra guerra che durava sino al 9 Maggio 20009, data in cui improvvisamente veniva notificata allo scrivente la REVOCA di esercizio disposta dal Congresso di Stato con la seguente motivazione ”SI REVOCA LA PATENTE DI ESERCIZIO ALLA SOCIETA’ CIO SPA PER AVER LESO L’ONORE ED IL PRESTIGIO DELLA REPUBBLICA”.

    Come un fulmine a ciel sereno, la CIO si vedeva depredata di tutto l’investimento effettuato per organizzare quanto sopra pari ad Euro 450.000,00.

    Licenziò tutto il personale dipendente che si oppose tramite la Centrale Sindacale al Licenziamento:

    Per ripicca non corrispose più nessuna mensilità e non versò i contributi maturati allo Stato di San Marino;

    Cercò di proporre appello ma senza esito, in quanto a dire dai leali (tre studi legali contattati) *** VIVIAMO IN UNO STATO DITTATORIALE INUTILE PROPORRE APPELLO, CON QUELLA DICITURA SIGNIFICA CHIUDERE L’AZIENDA, TI FACCIO VEDERE TUTTI I RICORSI PERSI CON LA STESSA MOTIVAZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO: ….NON ESSENDOCI MOTIVAZIONI CONCRETE, ESSENDO LA REVOCA UNA VOLONTA’ POLITICA, RIGETTA IL RICORSO…****

    Per quanto sopra la CIO SPA nel mese di Luglio 2009, si vedeva costretta a convocare un’assemblea straordinaria e porre la Società in liquidazione volontaria, con un debito passivo verso dipendenti e fornitori sammarinesi di 73.500,00 euro e crediti maturati da incassare di 387.000,00 euro.

    Continuo a chiedermi: perché un accanimento così drammatico nei confronti della nostra società? dove abbiamo sbagliato? Tutto veniva eseguito in buona fede a beneficio della Repubblica.

    Forse abbiamo leso inconsapevolmente gli interessi o il prestigio di qualcuno?

    Abbiamo analizzato alcuni casi dove sicuramente le Istituzioni Sammarinesi non hanno fatto una bella figura, esempio:

    1) Caso JUDELKA VALENZUELA. Dopo due anni che gli avevano sequestrato la bambina da parte dell’ex marito polacco, la comunità sammarinese insorgeva con un ”comitato” contro Politici, Gendarmeria, Interpol sammarinese per la loro latitanza, nonostante i vari decreti del Tribunale, che condannava l’ex marito per sequestro di persona. Mi veniva chiesto di occuparmi della vicenda, e dopo un mese di lavoro, veniva individuato il fuggiasco, prima in Polonia dove si vedeva costretto a darsi alla latitanza unitamente alla bambina, successivamente rintracciato a Pisa a liberare la Bambina. Per settimane sia il TG3 della Toscana, il TG3 Emilia Romagna, il TG San Marino, quotidiani locali e nazionali hanno parlato del caso, ponendo in risalto la mia persona e la mia Agenzia ridicolizzando politici, Gendarmeria e l’Interpol di San Marino, che per due anni avevano promesso anche con dichiarazioni alla stampa e mai mantenuto.

    2) Caso CECCOLI TRASPORTI Srl. Imprenditore sammarinese il quale per anni ha avuto ammanchi di denaro per un totale di circa 200.000,00. Dopo 5 giorni di lavoro investigativo, veniva individuato un colpevole, si faceva intervenire la Gendarmeria, veniva arrestato in flagranza di reato, trovato con i soldi in tasca, prove documentate da video, veniva portato in caserma, seguiti dallo scrivente e dall’imprenditore, dopo circa mezz’ora che si attendeva di essere ascoltati, l’arrestato usciva dalla caserma preso sotto braccio dalla moglie, avvisata successivamente. Chi era il soggetto? il marito di un personaggio politico sammarinese. (…) io rimasi sconvolto.L’imprenditore per ore convinto a non sporgere denuncia, veniva risarcito nel pomeriggio immediatamente del maltolto in cambio del silenzio. Il ragioniere precedentemente arrestato diede le dimissioni volontariamente, dopo 10 gironi venne fatto assumere da altra società sammarinese a 3.000 euro al mese; io venni diffidato a dimenticare l’accaduto.

    Di questi episodi ne posso raccontare tanti, sono fatti riferiti alle normative e persone sammarinesi che nulla hanno a che vedere con il nostro Stato. (…)”

    Nelle prossime parti si parlerà del SISTEMA KARNAK SA. dei suoi intrecci con il sistema mafioso politico-affaristico italiano e sammarinese e delle sue interconnessioni con il potere giudiziario.

    A presto

    /ms