MEMORIALE VARGIU’ (Rapporto K) Agenzia Investigativa CIO SAN MARINO – TERZA PARTE

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  • Ecco la terza parte del MEMORIALE VARGIU’ – ATTO K.

    In questa parte si parlerà del SISTEMA KARNAK. Ecco la versione di Salvatore Vargiù:

    ”SISTEMA KARNAK – Ho avuto modo di conoscere il contesto societario di Karnak, nel mese di Marzo 2008.

    Venivo contattato dal Sig. Giovanni Pierani, presentatosi come funzionario Karnak ed in particolare quale soggetto determinante nelle decisioni operative, nonché braccio destro del Presidente Marco Bianchini.

    Il predetto, mi chiese di inviare una dettagliata presentazione sulle attività svolte dalla nostra Agenzia, in quanto poteva esserci interesse nell’utilizzo di alcuni servizi.

    Che il mio nominativo gli era stato fatto sia dal Comandante della Gendarmeria che da un altro Maresciallo BASETTONI (nome di fantasia ndr) come persona capace ed in grado di risolvere molti dei loro problemi.

    Nel mese di Aprile 2008, venni nuovamente contattato dai vertici Karnak, presso la sede di Chiesanuova, ed alla presenza dei Sigg. Bianchini Marco e Pierani Giovanni veniva analizzata l’esigenza di procedere ad una bonifica elettronica per la ricerca di microspie sia nello stabile di Karnak che in quello di Fingestus, società Finanziaria del Gruppo Karnak, in quanto a loro dire si nutriva una certezza che potevano essere ascoltati e/o spiati dalla Guardia di Finanza e/o da altre persone ignote.

    A seguito di adeguata bonifica dei locali sopra menzionati, non veniva rilevato nulla di anormale, e pertanto veniva consegnato apposito rapporto.

    A seguito di ciò, il Sig. Pierani Giovanni, incaricava la nostra Agenzia, ad eseguire numerosi lavori investigativi, propensi a rintracciare una eventuale ”talpa” che dall’interno di karnak poteva, sia mantenere rapporti con la Guardia di Finanza, che con la Società (…) di Roma, indicata dal Pierani quale società concorrente che aveva posto in essere una serie di azioni legali e politiche per far si che Karnak non potesse più operare in Italia.

    Gli accertamenti pertanto venivano svolti sul conto di persone indicate da Karnak, nella persona del Sig. Bianchini e Pierani Giovanni, fra cui: (… elenco di 19 persone)

    Nel contesto, verso la fine del mese di maggio 2008, il Sig. Bianchini Marco e Pierani Giovanni, commissionavano sempre all’Agenzia CIO Spa. di raccogliere una serie di informazioni, attinenti alle indagini eseguite da parte della G.d.F. sul conto di Karnak riferite alle contestazioni di una stabile Organizzazione Materiale e Personale nonché riuscire ad individuare la ”talpa” che mantiene i rapporti confidenziali con persone, Enti, istituzioni, concorrenti, al fine di destabilizzare l’organizzazione commerciale del Gruppo Karnak.

    (L’esigenza di quanto sopra, era necessaria al fine di comprendere cosa la Guardia di Finanza avesse comunicato come prova all’Ufficio Tributario di Bologna, deputato a discute l’appello presentato dall’Ufficio Provinciale di Rimini).

    Lo scrivente pertanto, procedeva ad espletare riservate indagini finalizzate a raccogliere utili informazioni riferite alla richiesta in oggetto.

    Si comunicava pertanto a Karnak che, nell’ambito di una ”presunta” autonoma attività di Polizia Giudiziaria nei confronti della Karnak, indicata società capofila di un complesso gruppo di aziende aventi la propria sede legale e amministrativa in parte nella Repubblica di San Marino ed in parte in Italia.

    In esito a quanto sopra, la Procura della Repubblica di Rimini iscriveva nel Registro degli indagati gli amministratori di Karnak, per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Veniva riferito a Karnak, che l’attività di indagine della Guardia di Finanza si sviluppava mediante perquisizioni locali, ispezioni di luoghi e cose, ed assunzioni a sommarie informazioni testimoniali suffragate da riscontri documentali.

    Dall’esame della documentazione sottoposta a sequestro, dalle dichiarazioni acquisite dalle persone informate sui fatti nell’ambito della ricerca delle fonti di prova, permetteva di delineare con precisione e senza ombra di dubbio, le modalità di svolgimento dell’attività commerciale di Karnak Sa. esercitata in Italia.

    L’attività investigativa svolta dalla Guardia di Finanza, portava a configurare l’effettivo esercizio nel territorio dello stato italiano di una attività di impresa mediante ”stabile organizzazione materiale” nonché l’esistenza di una rete di vendita costituita da circa seicento agenti mono mandatari facente capo sostanzialmente alla Karnak, ritenuta ”stabile organizzazione personale”.

    Il tutto, in una visione di strategia unitaria di Gruppo finalizzata ad una continua espansione dell’attività commerciale esercitata in via esclusiva in Italia da Karnak, tendente a porsi nel territorio dello Stato italiano come leader nel settore della commercializzazione dei prodotti utilizzati.

    Tale Gruppo è risultato strutturato e caratterizzato da plurimi collegamenti tra le numerose società che lo compongono ben riconoscibili in evidenti partecipazione societarie tra le medesime, in un serrato intreccio di rapporti contrattuali studiati ad hoc dalla proprietà del Gruppo, per evitare il riconoscimento da parte dell’Amministrazione Finanziaria italiana della qualifica di soggetto residente in Italia e/o non residente, ma con stabile organizzazione in Italia, nella frequente coincidenza degli stessi amministratori nelle diverse società ubicate nel territorio italiano ed in quello sammarinese.

    Dall’esame della documentazione sottoposta a sequestro e dalle visure eseguite presso la Banca dati dell’anagrafe tributaria e della Camera di Commercio, veniva acquisito dalla Gdf un quadro completo delle società facenti parte del Gruppo Karnak, definite quindi la stretta rete di relazioni esistente tra le stesse, sia per quanto concerne le compagini sociali, che i soggetti posti ai vertici di tale aziende sia italiane che sammarinesi.

    Emergeva pertanto che la Karnak si pone a capo di un Gruppo di Aziende sia di diritto italiano che sammarinese, come una vera e propria Holding, che indirette detenute dalla famiglia Bianchini, ed in particolare da Bianchini Marco, presidente del CdA della Karnak e delle consorelle sammarinesi ed italiane.

    Avverso gli atti impositivi dell’Agenzia delle Entrate, quantificati a Karnak, questa proponeva separati ricorsi eccependo la illegittimità dell’avviso di accertamento.

    Si costituiva peranto in giudizio l’ufficio di Rimini, contestando integralmente tutti i motivi del ricorso.

    All’udienza del 25 Feb. 2008, la Commissione Tributaria Prov.le di Rimini accoglieva i ricorsi riuniti a favore di Karnak, con compensazione dele spese di lite.

    Si comunicava all’epoca a Karnak che, avverso tale decisione l’Ufficio delle Entrate stava proponendo Appello, per chieder l’integrale riforma ed il riconoscimento delle piena legittimità e correttezza del proprio operato.

    Da informazioni riservate assunte all’epoca risultava che l’attività di indagine formalizzata dalla GdF di Rimini, sia scaturita da una incisiva pressione effettuata dal Sig. PLUTO (nome di fantasia ndr), Presidente della Società PAPEROPOLI INC. (altro nome di nome di fantasia) con sede in XXXX (roma), su alcuni politici italiani del centro Sinistra.

    Il Presidente PLUTO, lamentava ai politici, che bisognava in ogni modo fermare l’azione commerciale di Karnak, in quanto per le sue agevolazioni fiscali dovute alla normativa sammarinese in essere, si poneva sul mercato in concorrenza sleale, riuscendo ad aggiudicarsi importanti forniture presso Ministeri ed Enti italiani.

    Risultava da fonte confidenziale, che il Ministero delle Finanze, emetteva circolare a firma di Vincenzo Visco, il quale sensibilizzava azione di controllo e contrasto verso le società estere, che per la loro composizione societaria hanno ramificazioni ed organizzazioni sul territorio italiano.

    La circolare aveva un ordine specifico anche se non menzionava azioni dirette verso una o altra azienda.

    Dopo qualche settimana, il Comandante della Polizia Tributaria di Rimini, chiamò a rapporto una squadra della Sezione P.T. ed indicò che erano pervenute da Roma significative pressioni finalizzate all’inizio dell’attività di verifica sul conto del Gruppo Karnak di San Marino.

    L’indagine ebbe inizio in forma diretta e riservata, che sfociava in P.V. di Constatazione elevato in data 29 Giugno 2006.

    La Gdf entrava in possesso di documentazione strettamente riservata, che provata l’esistenza del Gruppo Karnak, nel cui ambito risultano operare la K & K logistic, stabile organizzazione di Karnak, unitamente alle aziende italiane EDK Editore e Ninetofive, tutte scierà costituite dalla Famiglia Bianchini, con l’impegno di ingenti investimenti finanziari, per mezzo dei quali la Karnak esercita nel territorio dello Stato italiano l’attività di impresa.

    Tutti gli elementi raccolti, secondo GdF, alla luce delle normative vigenti in ambito internazionale e nazionale (T.UI.R.-O.C.S.E.) sono confortati dalla dottrina  e dalla prevalente giurisprudenza, che delineano senza ombra di dubbio, l’esistenza di una stabile organizzazione in Italia da parte di karnak.

    L’agenzia delle Entrate infatti, cercherà di delineare in sede di Appello i seguenti aspetti:

    1. Le società operative del Gruppo Karnak con sede in Italia hanno un ruolo essenziale alla produzione del reddito di karnak – Società Anonima di San Marino;

    2. Le stesse, sono state volute dalla famiglia Bianchini che ha sostenuto forti investimenti , anche di natura immobiliare, realizzando in Italia, un Centro Logistico operativo Tecnologicamente all’avanguardia, intestato alla Società Italiana PETRA IMMOBILIARE Spa. con sede a Rimini, anche questa facente capo alla famiglia Bianchini;

    3. Le società italiane facente parte del Gruppo, sono caratterizzate da assenza di autonomia imprenditoriale in quanto preposte allo svolgimento non di attività propria, ma di un vasto programma unitario di Gruppo al quale risultano strettamente uniformate, sotto la direzione di Karnak ce decide ed impone scelte, nonché indirizza le attività economiche;

    4. I Dirigenti delle aziende italiane del Gruppo Karnak, sono strettamente dipendenti dalle decisioni adottate dalla Karnak stessa e sono delegati a svolgere attività di Management;

    Secondo la stessa Agenzia delle Entrate, appare infatti incontrovertibile che, nonostante la vendita risulti formalmente conclusa da Karnak, la K & K logistic provvede al compimento di una pluralità di operazioni gestionali fondamentali per l’esercizio dell’attività di impresa propria della società sammarinese e di quelle italiane facenti parte del gruppo.

    Infatti, si sostiene che, gli ordini raccolti dagli agenti presenti sul territorio italiano, vengono trasmessi direttamente alla Karnak e non al suo Agente Generale K-SERVICE e questo sino al 31.12.2005, ora (K-Consulting), che dopo aver eseguito il riscontro sul rispetto dei prezzi di listino e delle condizioni generali di vendita stabilite dall’azienda, li gira alla K&K Logistic Spa., che compie una serie complessa di adempimenti pianificati alle dirette dipendenze della karnak, che vanno ben oltre quanto contrattualmente disciplinato tra le aziende e che risultano tutt’altro che ausiliari o preparatori.

    Tali attività vanno dal controllo di conformità delle merci spedite dai fornitori di karnak presso la sede della K&K Logistic, alla segnalazione di vizi per l’avvio delle procedure di contestazione, alla pianificazione di strategie aziendali finalizzate alla ottimizzazione della gestione delle vendite di karnak, incluse la predisposizione di cataloghi e listino prezzi.

    La K&K Logistic, infatti, secondo l’Agenzia delle entrate, sovrintende ad aspetti sostanziali, curando la differenziazione dell’immagine dei prodotti della Karnak e delle aziende del Grupo, EDK, NINETOFIVE, TITANEDI, etc; predispone il confezionamento e l’etichettatura degli articoli  con involucri personalizzati, assicura la puntualità delle consegne degli spedizionieri con i quali trattiene frequenti riunioni operative per conto della Karnak, si occupa della gestione dei resi, dei reclami per ritardata consegna, difformità e vizi dei prodotti venduti, provvede allo stoccaggio della merce secondo modalità concordate con Karnak, che risultino il meno onerose per le aziende del Gruppo stesso, procede alla segnalazione della merce con scarsa rotazione o fuori listino, suggerendo politiche promozionali per la vendita degli articoli meno richiesti finalizzate all’abbattimento dei costi di stoccaggio.

    Ancora più incisivamente K&K Logistic provvede all’esecuzione di una serie complessa di attività tipicamente manageriali, nell’esclusivo interesse della karnak, quali opera di monitoraggio ed analisi dell’andamento giornaliero e periodico degli ordini ricevuti ed evasi, nonché dell’andamento generale delle vendite eseguite dalla Karnak e dalle altre aziende commerciali del Gruppo, attraverso il controllo sulle righe lavorate.

    Delle analisi sul tempo di giacenza delle merci, sull’indice di rotazione dei prodotti rapportato al costo di permanenza in magazzino etc.

    Veniva riferito inoltre a Karnak, che la GdF pare avesse raccolto sostanziali prove di parte di alcuni consulenti Karnak, dalla quale si evince con certezza, la stabile organizzazione materiale.

    Infatti risulta che la Karnak Sa. nonostante la stipula nel 1997 di un contratto di agenzia generale senza rappresentanza con la Karnak Service, ricevesse ordini dei propri clienti direttamente dagli agenti esistenti in Italia, che poi inoltrava via modem alla Karnak Italia che curava il confezionamento della merce secondo gli ordini ricevuti.

    Per il tramite di vettori terzi, tali merci uscivano dal magazzino di Karnak Italia per essere esportate in San Marino ove la Karnak Sa. provvedeva ad esportare con destinazione finale ai propri clienti in Italia.

     

    FINE TERZA PARTE.

    A BREVE LA QUARTA.