Tutto è partito da una singola denuncia per una polizza auto mai attivata, costata poco più di 300 euro. Ma tirando il filo di quel raggiro apparentemente comune, i militari hanno scoperchiato un sistema ben più vasto e strutturato. I Carabinieri della Stazione di Mezzolara di Budrio hanno denunciato sedici persone, tutte di nazionalità italiana e di età compresa tra i 19 e i 51 anni, accusate a vario titolo di truffa in concorso, associazione a delinquere e riciclaggio.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha preso il via dalla disavventura di un 41enne di origine nigeriana residente in zona. L’uomo, cercando di risparmiare sull’assicurazione dell’auto, si era affidato a internet, consultando un portale specializzato nella comparazione di prezzi. Convinto di aver trovato un’offerta vantaggiosa tramite un’agenzia apparentemente legittima, ha effettuato un bonifico di 306 euro. La copertura assicurativa, però, non è mai entrata in vigore e il presunto intermediario, fino a quel momento disponibile, si è volatilizzato, rendendosi irreperibile a qualsiasi chiamata.
Gli accertamenti telematici e bancari condotti dall’Arma hanno permesso di smascherare la finta agenzia web, ma soprattutto hanno rivelato che quello ai danni del 41enne non era un caso isolato. Seguendo le tracce del denaro, gli investigatori hanno portato alla luce l’esistenza di un vero e proprio “sodalizio criminoso”. Il gruppo, secondo quanto ricostruito, era organizzato in modo capillare per gestire e riciclare i proventi illeciti derivanti dai bonifici di numerosi altri automobilisti, caduti nella stessa trappola digitale in diverse parti d’Italia.












