MICHELE GUIDI (Orgoglio Operaio): Il tetto fotovoltaico più grande d’Europa a San Marino

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  • Per uscire dalla crisi è necessario ripensare il nostro modello produttivo. L’economia “verde” può essere anche un potente motore per la creazione di nuovi posti di lavoro, oltre che fattore di sostenibilità ambientale.

    Ma alla radice della crisi finanziaria e di quella ambientale c’è una causa unica: l’aumento esponenziale della ineguaglianza sociale.

    Una causa della crisi attuale risiede nella propensione a pensare solo al presente.

    Per i sistemi economici quello che conta è solo l’oggi, il profitto immediato e a breve: il futuro non viene più considerato.

    E invece le nostre generazioni devono cominciare a pensare soprattutto al futuro per tentare di lasciare alle generazioni più giovani un mondo sostenibile.

    Ci sono tantissimi settori dell’economia attuale che andrebbero ristrutturati secondo una logica di sostenibilità.

    Nel vostro giornale giovedì 19 novembre avete pubblicato le 13 regole per amare l’ambiente per il territorio di San Marino,idee promosse da 6 associazioni.

    Condivido pienamente,ma voglio dire di più,che per una nuova economia si deve partire dai nostri scarti,dalla mondezza.

    Tutto ciò che scartiamo si ritrasforma in qualcosa di nuovo,di conseguenza abbiamo bisogno di aziende che ritrasformano i materiali di scarto come materia prima.

    Incentivare o ricercare quelle aziende capaci di modificare le materie di eliminazione incentivandone con nuovi posti di lavoro,ma anche ad un cambiamento drastico nella cittadinanza nell’uso dei cassonetti.

    Abbiamo bisogno di essere il più possibile indipendenti dalla vicina Italia,1)perché per lo smaltimento ci saranno sempre costi maggiori e non più sostenibili2)perché lo chiede anche ‘Europa di essere autonomi.

    Voglio sollevare anche  la 14° regola,l’impegno di tutti a consumare meno energia elettrica proveniente dai gas liquidi,incentivando l’uso di energie sostitutive come i pannelli fotovoltaici.

    È stato inaugurato a Prato il nuovo polo logistico di prodotti non alimentari della Coop sul capannone sono stati collocati 15.650 pannelli per una superficie pari a 5 campi di calcio.

    L’impianto ne produce quanta ne consumano1200 famiglie.

    La vista dal magazzino più verde di Italia è mozzafiato. Ma prima di scorgere le bellezze

    di Prato, l’occhio deve superare una distesa infinita di pannelli fotovoltaici:15.650 tavole in silicio policristallino (fornite da Mitsubishi Electric)per una superficie pari a quella di 5 campi di calcio e una produzione di 3.200.000 kWh di energia elettrica,grosso modo quanta ne consumano in un anno 1200 famiglie. L’ottica è quella per cui prima si valutano i consumi di energia ,e poi si scelgono tecnologie in grado di ridurre emissioni. Avrebbe potuto essere un capannone anonimo e inquinante,invece è bello e rispettoso dell’ambiente. Questo bel esempio di economia pulita la possiamo convertire anche nella bella amata Repubblica,pensiamo a quanti tetti ( quanti KWh  a costo zero -gratis) abbiamo nella San Marino del sud che lavora,coperti dal bellissimo Eternit, eterno pericolo per la nostra salute

     Facendo un giro per le nostre zone, è facile imbattersi ancora in vecchie tettoie di capannoni ondulate, in grondaie e diversi altri manufatti di eternit. ETERNIT è il nome commerciale di un impasto di amianto e cemento, molto impiegato in edilizia nel passato recente.

    Ma l’amianto (o asbesto) è ormai tristemente noto per la sua pericolosità.

     

    “Esso è causa o concausa di asbestosi, cancro ai polmoni e mesoteliomi, per le caratteristiche immunodepressive legate alla struttura fisica delle sue fibre. Queste sono come una sorta di sottilissimi spilli che, una volta respirati, si fissano negli alveoli polmonari. Non esiste una “soglia” di sicurezza al di sotto della quale il rischio di cancro sia nullo: ogni esposizione all’amianto produce un rischio di cancro.”L’esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata” (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986).

    Lo chiedono in tanti e io mi unisco a questi riguardiamo le nostre politiche ambientali,invito tutti a guardare lontano ,non sempre si supera il costo iniziale.

                                                Un saluto da Michele Guidi (Orgoglio Operaio)