«Se chiudiamo il Brennero» vuol dire che «l’Europa è distrutta»: parola di Angela Merkel. Impegnata in una difficile battaglia politica interna, la cancelliera ha lanciato questo monito intervenendo al congresso della Cdu del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Un avvertimento che arriva a pochi giorni dal varo dell’attesissima comunicazione della Commissione europea su una nuova politica per la gestione dell’immigrazione, documento ritenuto di cruciale importanza per mettere a punto una risposta alla crisi in linea anche con le esigenze indicate dal ‘migration compact’ presentato dall’Italia.
Mentre proseguono salvataggi in mare e sbarchi sulle coste italiane, davanti ai suoi elettori Merkel ha ricordato che fino a poco tempo fa, prima della chiusura della cosiddetta ‘rotta balcanicà, erano 50mila le persone giunte al confine tra Grecia e Macedonia. «Se questi flussi si spostano ora verso la Libia e l’Italia, non si può semplicemente dire: allora chiudiamo il Brennero».
L’Italia non può essere lasciata sola. Secondo Merkel, serve «una solidarietà ragionevole», anche più del previsto, e rafforzare la collaborazione con i Paesi che confinano con le zone di crisi. Con aiuti sul posto, ha proseguito la cancelliera, «vengono meno i motivi di venire» in Europa mettendosi nelle mani dei scafisti. Merkel ha ricordato che dall’inizio dell’anno molte centinaia di persone sono annegate durante la fuga via mare. «Non possiamo fare finta di niente e dire che gli scafisti possono fare di tutto e noi semplicemente chiudiamo i confini». Le parole della cancelliera rimandano a Bruxelles, dove i funzionari della Commissione europea, in primo luogo quelli del servizio esterno guidato da Federica Mogherini insieme a quelli del collega Frans Timmermans, sono ancora al lavoro in queste ore per ‘limarè un documento che dovrebbe rispondere proprio alle esigenze indicate da Merkel. Che sono poi in sostanza le stesse evidenziate dall’Italia nel suo ‘migration compact’.
La comunicazione sui migranti che sarà varata martedì prossimo a Strasburgo, dove la Commissione si riunirà come sempre avviene quando si svolge la sessione plenaria dell’Europarlamento, «ha l’obiettivo – osservano fonti europee – di strutturare una politica sull’immigrazione aiutando i Paesi di origine e transito attraverso azioni di breve, medio e lungo periodo». Sicuramente ci sarà la proposta di integrare con ulteriori 500 milioni di euro la dotazione del Trust Fund per l’Africa che oggi può contare su 1,8 miliardi di euro. Ma le cifre di quello che qualcuno ha ribattezzato come ‘il piano Juncker per l’immigrazionè sono altre e, sebbene si punti a mobilitare alcune decine di miliardi di euro, i meccanismi per riorientare le risorse Ue a disposizione e definirne gli importi sono ancora in fase di definizione. Intanto oggi la Guardia Costiera ha soccorso in mare altri 400 migranti, mentre si è appreso che 250 superstiti del naufragio avvenuto al largo di Creta arriveranno ad Augusta.
Il Messaggero.it