Una partita così bella a San Siro non si vedeva da tempo. E se a una grande Roma in questa stagione siamo piuttosto abituati, il plauso maggiore va ai rossoneri: con una gara di maggior spessore rispetto alle ultime uscite di campionato hanno fermato la rincorsa degli uomini di Garcia che ci hanno provato fino all’ultimo secondo a strappare i tre punti che li avrebbero riavvicinati alla Juve, che invece veleggia solitaria a +5 in vetta alla classifica. Quanto al Milan, l’ottima prestazione ancora non è ancora sufficiente per poter guardare alla classifica con un po’ di ottimismo, ma la strada sì, è quella giusta per risalire la china e per avvicinarsi al fatidico giorno del derby, domenica prossima, partita che potrebbe cambiar marcia alla stagione di una delle due milanesi.
La Roma va per ben due volte in vantaggio, dando sfoggio di grande personalità, ma per la prima volta in questa stagione De Sanctis (il portiere meno battuto del campionato con solo 7 reti subite) incassa due gol nella stessa partita. A Destro risponde Zapata, al rigore di Strootman replica Muntari. Quattro gol, e neanche un minuto di noia. Il match decolla subito e dopo 13′ la Roma ha già trovato la via del gol con Destro che conclude a rete dopo una bella combinazione Ljajic-Strootman. Impiega un po’ il Milan a ritrovare il piglio giusto e il pareggio arriva alla mezz’ora su azione di calcio d’angolo con Zapata troppo libero di andare al tiro sfruttando la torre di Muntari.
Roma che prova subito a rispondere con grande reattività ma Bradley non è fortunato perché con Abbiati fuori causa ci pensa Bonera a respingere sulla linea di porta. Sia Allegri che Garcia sono costretti ad aggiustare le rispettive squadre con molto anticipo. Il tecnico francese perde infatti Castan per infortunio dopo un contrasto con Kakà e inserisce al suo posto Burdisso mentre il Milan torna dopo l’intervallo con Gabriel tra i pali al posto dell’indisposto Abbiati. Per il Milan è una sciagura che rischia di costare cara. Il portiere rossonero ferma sciaguratamente Gervinho lanciato a rete appena dentro l’area di rigore. Rocchi concede il rigore e lo ammonisce (ma avrebbe anche potuto estrarre il cartellino rosso senza che nessuno gridasse allo scandalo).
Totti c’è ma è ancora seduto in panchina. E’ quindi Strootman ad incaricarsi di calciare dal dischetto e la Roma torna al comando. Eccolo, il capitano giallorosso, pochi minuti dopo, che entra in campo e sostituisce Destro mentre Allegri regala ancora una chance a Matri, ancora una volta deludente, inserendolo al posto di Poli per aumentare il peso offensivo. Entrambe le squadre vogliono vincere e nessuno si risparmia. Montolivo arretra di qualche metro e intanto la Roma va vicina al terzo gol, ancora con Bradley mentre il Milan si affida ogni volta che può a Balotelli che però non è in serata se non quando, a un quarto d’ora dalla fine, serve a Muntari il pallone per il destro vincente. Poi ci riprova Mario. De Sanctis gli si oppone sulla punizione calciata di potenza e lui fa il broncio in mezzo al campo mentre Kakà e Tassotti lo richiamano (Allegri nel frattempo è stato espulso per proteste) chiedendogli di sacrificarsi negli ultimi minuti come tutti i compagni che si dannano per vanificare l’assalto finale della Roma che si spegne sull’ultimo pallone buono, quello che Gervinho non riesce a telecomandare con precisione.











